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Di strada ne ha già fatta parecchia Elisa Casile: le partecipazioni ai concorsi canori, come il Festival di Castrocaro, SaremoLab, il Premio De Andrè e adesso arriva con il suo album d’esordio “Orchidee” ad allietarci animo ed orecchi. Almeno nella prima parte, il lavoro di Elisa, dal punto di vista del ritmo e della melodia, si presenta bidirezionale e alternato: a pezzi lenti e nostalgici, intervalla tracce rock, aggressive ma sempre nel suo stile, chiaro, delicato e deciso. L’apertura è affidata ad “Orchidee”, brano che dà il titolo al disco. Ritmi lenti ed introduttivi che aprono il sipario alla scena rock. “(Come) Fuliggine” ha un senso irruento, ma allo stesso tempo ben equilibrato, un’ armonia sonora che trova il suo freno nel testo abbastanza forte e significativo, quella protesta contro gli uomini che “come fuliggine volano per evitare ogni forma di responsabilità”. Protesta e rock deciso anche in “Chiedi a Cupido”. Riprende l’alternanza delle sonorità lente con “Amare la Lentezza” che, a saltelli, ritroveremo anche in “Sento la Distanza”, in cui la voce di Elisa è morbida, delicata ed accarezza la melodia musicale dei violini e del pianoforte, che rendono sublime questa traccia. “Pensiero Costante” è il pezzo, come lo definisce l’autrice, “tormentato” dell’album, il rock bidirezionale torna a farsi sentire e la voce della Casile raggiunge acuti strabilianti, facendo da guida e preambolo a quello che sarà l’assolo risoluto della chitarra elettrica. In “Una Stanza di Seta”, ad aprire le danze è il pianoforte, che rappresenta l’anima più profonda della traccia. La voce di Elisa si mostra più matura, si diffonde e si sviluppa tra acuti sostenuti in modo ottimale, tutto in una pulizia perfetta del suo suono, che si amalgama al ritmo costante del pianoforte. La sicurezza della voce trovata in questo brano si ripresenta anche nei brani seguenti. Uno dei capolavori della musica italiana è affidato all’arte di Elisa per concludere, in eleganza e finezza, il suo album d’esordio. Stiamo parlando de “La Canzone dell’Amore Perduto” di Fabrizio De Andrè che questa giovane e promettente artista ha contornato con un arrangiamento delicato, degno della sua voce.
Articolo del
30/07/2010 -
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