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Dialis
Precatio
2010
CD autoprodotto
di
Martina Consoli
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All’interno di una scena musicale dominata sempre più da testi privi di significato, conta più l’esteriorità del contenuto, ci si conforta un po’ ascoltando il duo dei Dialis, formato dal cantante Franco Bottoni (voce, basso, chitarra acustica) e Giuseppe Giulio Di Lorenzo (pianoforte); ancora i versi di una canzone possono suscitarci sentimenti ed emozioni al pari di una poesia. Forti del successo di critica riscosso da un EP autoprodotto, hanno pubblicato il loro primo album di studio dal titolo “Precatio”. Difficile provare a catalogare il loro stile in una ben precisa categoria, gli 11 brani che compongono l’album sono caratterizzati da un mix di generi che spaziano dal pop al rock sino alla musica classica: si fa largo impiego di strumenti quali il violino, il flauto traverso, il clarinetto ed il pianoforte, quasi come se ogni canzone abbia da sottofondo una vera e propria orchestra. L’album si apre con la title-track “Precatio” cioè “preghiera”, caratterizzata da ritmi lenti e cadenzati che diventano sempre più gravi fino al finale in cui sembra che l’invocazione abbia raggiunto il suo culmine. Da notare come ogni traccia dell’album porti con se un momento di preghiera e raccoglimento per mezzo del quale ognuno di noi vuole liberarsi dei propri peccati, ma quell’ognuno prega anche per “tutti”, alla ricerca di una non perduta speranza comune, che l’essere umano possa essere col passare del tempo migliore (“As Judas Curses”). Ci si interroga anche sull’anima, essa si trova ogni giorno in un labirinto di sensi (“Labyrinth Of Senses”), assediata da dubbi e tormenti. “Close Ocean” è la canzone in cui più delle altre emerge la bravura della band a saper creare delle vere e proprie poesie: l’uomo prigioniero dei propri rimpianti e delle cose perdute, viene paragonato prima ad un bambino incapace di soffrire quando i propri sogni vengono infranti, poi ad un oceano in tanti oceani i cui confini rappresentati dai mari non sono ben definiti. Significativo nel pezzo “Feeding Of Tears For E.Dickinson” , l’omaggio alla poetessa americana Emily Dickinson, i cui poemi vengono considerati come il miglior tentativo di dare una spiegazione al significato della vita e della morte. “Presentation To The Heaven” è probabilmente il pezzo musicalmente più curato, l’uso dello strumento del sax conferisce al brano un tocco di classe ed eleganza; solo quattro versi compongono la canzone il cui tema riflette la libertà dell’uomo, attraverso cui egli si trova da solo a scegliere ciò che è bene da ciò che è male. Eppure in così pochi versi, la band riesce a creare un’atmosfera malinconica e tragica che raggiunge nel finale il ritmo di una marcia funebre. L’album si chiude con “A Cliff Apart” in cui spicca uno splendido inizio con il flauto traverso.
Articolo del
19/07/2010 -
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