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Kalamu
Costruiamo Palazzi
2010
CPSR Produzioni
di
Ivan Nossa
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Kalamu unisce in se le parole Calabria e Musica. Il sud ha sempre racchiuso in se sentimenti e tradizioni profonde, rabbia e gioia di vivere e tutto questo può esplodere in musica come avviene in questo caso. Un sestetto oramai da 5 anni sulle scene a suonare e cantare le note ed i balli di un profondo sud che tende verso un’espressività cosmopolita e la voglia di viaggiare mettendo nella valigia le proprie radici. Il nuovo disco, “Costruiamo Palazzi”, segue il fortunato esordio “Cultura Popolare”. Un lavoro che nasce dalla voglia di ribellarsi, dalle contraddizioni del mondo moderno, dalle difficoltà di affrontare una vita sempre più inconcepibile per chi, come molti giovani, provano a darle un significato. La musica è popolare, le influenze sono molte dal funk al rock, dal folk alla tarantella, dal liscio allo ska alla musica latina. I testi sono moderni, spesso aggressivi nel loro desiderio di scardinare quella società opprimente in cui l’artista deve vivere e creare e che osserva con gli occhi di chi scruta e non sa tacere. Magari non sempre originali, ma sicuramente incisivi, sanno esprimere la disperazione e la speranza dei nostri tempi. Gli arrangiamenti, con violino, fisarmonica e flauto sono riusciti e ci permettono di vivere durante tutto l’ascolto in quel sud da cui scaturiscono le energie di questa musica. Molto bello il violino zigano, folk, suadente, rock che regala al disco mille sfumature. Molto particolare la voce femminile che canta in quasi tutto il disco con rabbia e determinazione, a tratti ricorda l’indimenticabile Gabriella Ferri ed il suo stile unico. Questa è una voce dalle grandi potenzialità che potrebbe osare qualcosa di più, qualche variazione senza aver paura di uscire dal suo genere e dal proprio stile interpretativo. Il violino ritmato e coinvolgente di “Ciaula” apre il disco e ricorda molto da vicino un brano di Vecchioni. Decisamente riuscita la reinterpretazione in chiave ska del pezzo tradizionale fiorentino “L’Ellera” con una voce che sembra nata per questo genere di balli. “Sangue Avvelenato” con ritmi funk-rock esprime tutta la ribellione di questo disco. Impossibile non farsi coinvolgere ed iniziare a battere i piedi a ritmo con “Na Ballata” e “Il Sogno S’Avvira”, ma poi è quello che succede in quasi tutto il disco. Alla fine dell’ascolto l’impressione è quella di uscire dalla piazza di paese dopo essersi divertiti e aver ballato tutta la notte, senza ovviamente aver rinunciato alla bevuta in compagnia ed alla chiacchierata tra amici pieni di speranza malgrado il futuro incerto. TRACKLIST 1. Ciaula 2. Non tengo denaro 3. L’acqua fa male 4. L’ellera 5. Costruiamo palazzi 6. Tutti giù per terra 7. Il sogno s’avvira 8. L’aria della festa 9. Sangue avvelenato 10. Dove andare 11. Na ballata 12. Il temporale
Articolo del
06/08/2010 -
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