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L’aggettivo giusto per definire ”Vibratown” è variopinto. Colorato nelle sonorità e multiforme nei generi musicali mixati all’interno. L’intro definito da percussioni, maracas, tromba, sintetizzatori è proprio il preludio sonoro a quello che sarà l’album, un mix di tradizioni musicali e armonia di strumenti che plasmano l’anima del cd. Bashment, new roots, dance hall, dub, testi in italiano, inglese e patwa si uniscono in un unico disco dall’energia inconfondibile. Il Quartiere Coffee ha creato un lavoro davvero interessante ed attrattivo sia dal punto di vista musicale che da quello del diletto. Partenza attuale, nel genere musicale, quella di ”Doctordancehall”, il bashment si unisce al featuring di ”Elephant Man”, quello che ritroveremo anche in ”Explosion” e in ”Mr Seed” con Lion D, brano in cui le sonorità lente di bashment, ad un punto della traccia, si alternano con un arpeggiato di chitarra dai ritmi latini. Simili sonorità le incontriamo anche in ”Caffeine” che, oltre al bashment, alterna un allegro motivetto estivo adatto sicuramente a rinfrescare l’album. Anche ”1st round” si lega a “Caffeine”, ma porta in sé anche suoni sperimentali del reggae. ”Vibratown” è il pezzo che più di tutti, con le sue good vibes, ricorda l’anima tradizionale reggae, quella del roots. Ritmi molleggiati del dub e testo in italiano per il brano che dà il nome al disco, quello che ritroveremo anche in “Come Ti Senti”, traccia dalle parole melodiche. Il ritorno al dub e al mito reggae, il Quartiere Coffee lo fa risentire in ”Traffic Stop” in cui la voce femminile e quella di KgMan si combinano in un ricordo ancestrale delle vere vibes.
”Sweet Aroma” è la sorpresa finale che “Vibratown” ci rivela: maracas nel background che con synth e basso rappresentano i “congegni” adatti a creare atmosfera di mistero tipiche dei bassi del dub, quello che in molte tracce si è trattenuto e che si sprigionerà forte e magnifico a conclusione del disco.
Articolo del
06/09/2010 -
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