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Marie Antoinette
Marie Antoinette Wants To Suck Your Young Blood
2010
CD autoprodotto
di
Maria Francesca Palermo
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Come suonerebbe Joanna Newsom se fosse nata a Pesaro nel 1987 e se avesse avuto scolpiti nel patrimonio genetico la poesia di Sylvia Plath, la timbrica irata delle Bikini Kill e la passione per Giovanna d’Arco? Di certo non avrebbe quell’aria comune da elfo merlettato e probabilmente suonerebbe come Marie Antoinette. Una rampolla lievemente disturbata da un animo sotto costante osservazione. Vuole la leggenda che su suggerimento di Bob Corn i canti della Delfina marchigiana trovarono finalmente una degna dimora autoprodotta, valsa lo scorso luglio a condurla a Modena sul palco dell’ A Minor Place Festival. Elegante e più che mai decadente Letizia Cesarini passeggia tra le rovine e i fantasmi dello scisma d’occidente. La sua soluzione è quella di procacciare la santificazione del corpo (”I Want To Be Thin”) attraverso una solitudine cercata tra le assoluzioni e i perdoni della carne (”Pills”). Glockenspiel e chitarra acustica, le uniche armi di un debutto dal cuore sensibile, di uno di quei dischi che ti strappano via dalle misere occupazioni quotidiane. Schematizziamo gli accordi appoggiandoci ai nomi di Nina Nastasia e Parenthetical Girls. Della cantautrice americana conserva i fazzoletti più cantilenanti, dei secondi i brividi e la violenza drammaturgica. Ne vengono fuori otto tracce alquanto personalizzate e che filano via veloci. Minimale e cadenzata in ”Clean”, visionaria e nostalgica in ”Joan of Arc”, Marie Antoinette ottiene il perfetto distillato di sensualità con ”Daughter”. Suona intima e sgraziata in ”One” e diventa testimone di scheletri più distorti con l’abulica frenesia di ”I’M Not Clever e ”Sylvia Plath”. Fra le pieghe di una normalità che non è mai normale, la ragazza con pochi mezzi ha dalla sua una grande urgenza espressiva e dei testi che promettono più che bene. L’unica annotazione è che la nostra Maria Antonietta lascia sempre con l’impressione di averla già ascoltata da qualche parte. Ma il nobile retroterra di donna sanguinolenta e a suo modo riottosa offre una plausibile risposta. Comunque molto intrigante e di notte obiettivamente pericolosa.
Articolo del
10/09/2010 -
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