|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Obskuria
Burning Sea Of Green
2010
World In Sound
di
Giuseppe Celano
|
|
Copertina cartonata in verde e giallo oro, quasi brasiliana, un occhio scruta dall’alto i musicisti, al di sotto dei quali, un dollaro è avvolto per metà dalle fiamme. Questo è l’impatto visivo degli Obskuria che su disco suonano in sette. Dopo una lenta e sabbatiana intro (”A-Bun-Dance”) ecco arrivare il primo vero brano di questo lavoro, ”Somewhere” che produce scorie acide, chitarre lancinanti e voce che non farà nessuna difficoltà a penetrare nelle vostre orecchie. Straordinario questo affresco con mood seventies, da brivido è la successiva ”Why!?!° ” fatta di riff ossessivi e sezione ritmica pressante, mentre la voce, limpida e malevola, ha il suo bel da fare per sostenere l’incessante andamento del brano. Straordinaria l’atmosfera oscura ”Black Magic”, ansiogene le chitarre, pericolose come cani sciolti, che governano questo apparente caos! La timbrica vocale, mi si passi il paragone azzardato, per alcuni aspetti richiama l’ultimo, e meno isterico, Brian Molko, perso nelle sonorità dell’ipnotica ”Slow Stone”. Il disco procede per una bolgia di suoni psichedelici, confluendo nella conclusiva ”Burning Sea Of Green”, titletrack spinta dall’organo maestoso e ieratico. La voce qui sostituisce la narrazione al canto, la sezione ritmica diventa tribale, le chitarre intrise di acido ricordano Doors e Grateful Dead. In una parola: psicotropi!
Articolo del
14/08/2010 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|