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I britannici Humanfly, da Leeds, Inghilterra, poco conosciuti a livello internazionale, sono quasi delle superstar in patria: la stampa specializzata di Sua Maestà è stata prodiga di commenti positivi per i loro primi due studio album, in particolare il secondo,”II”. Con questi presupposti, si può ben dire che questo nuovo lavoro, intitolato ”Darker Later”, sia una delle release più attese dell’autunno 2010. Ci troviamo di fronte a un album eclettico, gli Humanfly vogliono spiazzare e sorprendere con effetti speciali; ci riescono, anche se le loro sonorità non sono certo di facile assimilazione. Musicalmente, i membri del gruppo provengono dal progressive rock, ma hanno mantenuto poco delle loro origini (forse solo nelle ampie parti strumentali, vedi i riff virtuosistici di ”This Is Where Your Parents Fucked”): in ”Darker Later” hanno imboccato la strada del post-hardcore e dello screamo, ma resta comunque difficile ingabbiarli in un genere definito. La furoreggiante ”English And Proud And Stupid And Racist” introduce un riffing da fare invidia al metal più “heavy” in circolazione, caratteristica che ritorna in ”The Enemy Of My Enemy Is Me”. ”Stew For TheMurder Minded” è giocata su un accordo ripetuto e martellante, secondo uno schema molto in voga nel moderno alternative rock inglese. La title track ”Darker Later” è una leggiadra ballad acustica, condita, come del resto tutto l’album, da abbondanti dosi di psichedelia: uno sguardo ai titoli può dare un’idea degli ancor più stralunati testi. Il delirio a tutto campo arriva però con l’ultimo, e chilometrico, brano, ”Heavy Black Snow”: l’ospite d’onore è Rose Kemp, interessante artista britannica, i cui ipnotici downtempo catapultano l’ascoltatore in un viaggio cupo e allucinato a cavallo tra rock, mod e stoner. Da tenere d’occhio.
Articolo del
23/08/2010 -
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