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La quarta fatica dei Mandragora Scream, formazione lucchese nata nel 1997, si intitola ”Volturna” e segna un’ulteriore trasformazione per la band, certamente la tre più rappresentative ed ispiratrici nel panorama gothic metal italiano. Il fattore caratterizzante resta l’inconfondibile voce dell’affascinante Morgan Lacroix, che in “Volturna” vediamo alle prese con sonorità finora poco esplorate. Per quanto riguarda il contenuto dell’album, è evidente che la svolta dei Mandragora questa volta va in direzione dell’industrial-elettronica alla Nine Inch Nails: decisione coraggiosa, ma che potrebbe non essere particolarmente apprezzata dai fan di vecchia data, legati ad una visione della musica gothic più tradizionale e improntata alla sinfonia e agli innesti orchestrali, come nel caso dei romani Theatres Des Vampires. “Volturna” suona molto più vicino ai Death SS; in particolare dopo l’intro d’atmosfera “Lui”, l’orecchiabile e astuta “I’m Going Alone”, e “The Circus”, che si dispiegano su glaciali note di tastiera quasi glam rock, la componente elettronica diventa evidente con “Deceiver”. Nella parte centrale non mancano episodi melodici che ci riportano ai Mandragora Scream di ”Fairytales From The Hell’s Caves”, come “Breakin’Dawn”, “Killin’Game” e “Blindness”, o su terreni quasi metal come “Farewell”. A dominare, oltre alla voce di Morgan a tratti effettata (con risultati a volte un po’ stranianti), è la sezione ritmica molto marziale e cadenzata. Non proprio convincenti risultano le cover “Fade To Grey” e “Bang Bang”, e “The Seagull’s Creed”, che dà la sensazione che i Mandragora abbiano voluto un po’ strafare, concentrando tutte le loro possibili influenze in un unico brano. Si chiude con due buone prove, “Nails” e “Heartbound Eve”, che riporta l’ascoltatore su sonorità più dolci. Forse non sarà un disco memorabile, questo sarà da valutare nel complesso della carriera dei Mandragora, che ci auguriamo ancora lunga, fortunata e prodiga di perle come “Fairytales From The Hell’s Caves”. Ma quanto meno alla band va riconosciuta una capacità non comune di cambiare pelle continuando a produrre musica di notevole livello artistico, tecnico e culturale.
Articolo del
20/08/2010 -
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