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The Record's
De Fauna Et Flora
2010
Foolica records
di
Giuseppe Celano
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Beh c’è da dire che dischi sfuggenti ne capitano, certo non molto spesso, però non sono neanche rarissimi. Mettendo su un disco del genere si può pensare presuntuosamente, ancora prima che si dia fiato alle trombe, di avere in mano il bandolo della matassa. Ma c’è qualcosa che non va per il verso giusto, anzi a dirla tutta più d’una. Infatti il cd dei The Record’s è complesso, melodico, pop ma molto articolato nel songwriting, ricco di arrangiamenti strani. Tirano in ballo i Beatles e i Pink Floyd più vicini al mancato Barret attraverso soluzioni melodiche che non cadono mai nel banale. Forse risulteranno molto simili a cose già sentite, ma sono riferimenti e non banali deja-vù. Non c’è segno di stanchezza in questa band che procede lenta, ma non svogliata. È difficile comprendere quale sia il loro piano d’azione, dove vogliano veramente andare a parare. I “nostri” infatti sono capaci di spiazzare (”Don’t Go To Bed Angry”) e ritornare su atmosfere di una semplicità imbarazzante (”We All Need To Be Alone”). Si potrebbero tirare fuori una lista nauseante di punti di contatto con altri grandi del genere, ma i due mostri sacri di prima dovrebbero bastare a creare in voi una sorta di curiosità. Il sound non ti fa rischiare il tracollo glicemico, è caldo e magico, imbottito di archi e fiati, la ritmica ti fa muovere il culo creandoti mille interrogativi in testa. “De Fauna Et Flora” è il classico disco che appena messo su ti innervosisce, poi lo senti più vicino a te, infine te ne innamori. Almeno cosi è successo a me dopo “Panama Hat” e “Rain Down”, voi fate un po’ come vi pare.
Articolo del
17/08/2010 -
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