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Ammuina
Sa und Jack
2003
CD autoprodotto
di
Hamilton Santià
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Ecco gli Ammuina… chi sono? Sono un quartetto della provincia di Salerno attivo da un paio di anni che ha confezionato verso la metà dell’anno passato questo vero e proprio mini-album autoprodotto che sta togliendo diverse soddisfazioni al complesso di Alberto Ferrante, Marco Manfredini, Athos Bacchiocchi e Vittorio Simeon diviso tra Marlene Kuntz, 24 Grana, Radiohead e Perturbazione. Il complesso ha in comune con i suoi più famosi concittadini l’attitudine di alternare testi in italiano a quelli in napoletano (come in “Guerra” e “Alex”) e una certa tendenza al divertissment musicale che li porta a cambiare il tempo della canzone più volte nello stesso pezzo, come nella già citata “Guerra”, componimento che raggiunge gli oltre 6 minuti di durata tra un inizio spudoratamente rock e una forma-canzone che ammicca al funky – soprattutto per la chitarra e per il basso – salvo poi diventare una malinconica ballata anni ’70 per approdare infine ad una coda che richiama Django Reinardt senza dimenticare i richiami R.H.C.P. che precedono il finale jazzato. Andando oltre questo pezzo, si nota che le canzoni del gruppi sono ispirate dal matrimonio tra malinconia e rumore che in Italia ha dato grossi risultati ai Marlene Kuntz e da una tendenza inversa alla ballata d’atmosfera riportata in auge dai Perturbazione di “In Circolo”. Nel complesso questo “Sa und Jack” è a considerare un lavoro molto ben riuscito, peccato che una vaga sensazione di ‘non appagamento’ rovini il risultato finale. Ma non per la qualità, quanto per una strana folata di insoddisfazione che non riesce a convincere appieno l’ascoltatore. Forse un progetto troppo audace per le nostre fragile orecchie? Non lo sappiamo, ma parlare di audacia non è proprio un azzardo, ma non è per colpa delle orecchie che nel complesso – pur nella sua bellezza – “Sa und Jack” risulti un po’ acerbo, si pensa piuttosto sia una penna acerba e un feeling tra i componenti che, nonostante si avverta parecchia complicità, necessita una maggiore crescita. Ma siamo sicuri che col tempo quella vaga sensazione negativa sia destinata a sparire per farci ammirare solo la bellezza.
Articolo del
20/04/2004 -
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