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Dopo un periodo di stop in cui si sono dedicati alla stesura e all’arrangiamento di nuovi brani, i da’namaste tornano ad esibirsi dal vivo nella loro Campania. Dopo i successi e le tante soddisfazioni dei mesi passati raccolte dal cd autoprodotto Priva di Rilievo, corposamente rafforzate dalle affermazioni riscosse ad importanti concorsi nazionali (Sonica, Life Eboli Festival, Today I’m Rock), i da’namaste rimettono il naso fuori dalla loro sala prove per tornare a suonare live. Il minitour vedrà il quartetto dividere il palco con altre interessanti e quotate realtà emergenti regionali, quasi a voler sottolineare il vivace fermento che attraversa la Campania. Ecco le date: 21 ottobre – Napul@, Napoli (con Il Vortice) ----- 24 ottobre – Cantiere Sonoro, Agropoli (SA) (con Ammuina e 3x0) --------- 27 ottobre – Velvet, Napoli (con ospite da definire) ------- 31 ottobre – Braveheart Club, Salerno (con Il Vortice)Chi sono i da’namaste_breve curriculum Attivi dall’estate del 1999, i da’namaste hanno all’attivo un demo-cd autoprodotto (Una prova e un assaggio) e un album ufficiale interamente autoprodotto e autodistribuito (Priva di Rilievo). Hanno aperto i concerti di: 24 Grana, Polina, Quarta Parete, AlibìA, Avion Travel, Il Parto delle Nuvole Pesanti, Mario Venuti, Yuppie Flu, Ulan Bator, Paolo Benvegnù. Che genere fanno i da’namaste: “[…] non semplice inquadrare la proposta del quartetto: la predilezione per reiterazioni e lunghi passaggi strumentali potrebbe far pensare al post-rock, un riferimento però particolarmente invalidato dalla presenza delle voci. Rock italiano, allora? Non esattamente, perché i canoni strutturali tipici della forma canzone non sono applicabili alle composizioni della band, libere da qualsivoglia costrizione ma neppure troppo sperimentali da risultare ostiche. Meglio dunque rifuggire dalle facili catalogazioni per concentrarsi maggiormente sull’infinità delle sfumature e degli stati d’animo che la formazione dimostra di saper padroneggiare bene, sul continuo rincorrersi dei plettri, sulle pulsazioni di basso e batteria, su una ricerca sonora non comune specie per quanto riguarda gli effetti, sull’alternanza fra cantato maschile e femminile che rende ancor più complicato cercare punti di appiglio […]” (Aurelio Pasini – dalla recensione pubblicata su “Il Mucchio Selvaggio” n. 540 – Luglio 2003)
Articolo del
29/10/2004 -
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