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Convergence
Points Of View
2004
Cd Autoprodotto/Kick Agency
di
Giancarlo De Chirico
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Chitarre distorte, un possente tappeto ritmico e una robusta linea melodica: questa la ricetta del “post metal” chi ci viene offerto dai Convergence, la band messa in piedi nel 2001 dal chitarrista Giacomo Mambriani che ha poi reclutato Massimiliano Andrini al basso e Michelangelo Naldini alla batteria, avvalendosi così di una sezione ritmica di tutto rispetto. Solo più tardi, dopo mesi di ricerca della soluzione più valida, Alessandro Palladini è andato a completare la formazione in qualità di “vocalist”. Sì, perché le urla sepolcrali dell’iniziale “death metal” si trasformano in possenti grida melodiche su questo “debut album”. I Convergence di sicuro ci guadagnano in termini di originalità e di impatto sonoro, ma questo non vuol dire che si siano, per così dire, ammorbiditi. Brani come “Bleed” e “Strike The End” testimoniano la permanenza di strati di aggressività e di scelleratezza lontani da qualsiasi contaminazione melodica. Poi però, andando avanti nell’ascolto del disco, ci si accorge che gli arpeggi di “Six Feet Under” , di “Vanished Memories” e di “Nothing Else” sono densi di echi di Marillion e di Dream Theatre e viene da pensare che, in certi momenti, i Convergence potrebbero essere considerati alla stregua di una band di “progressive metal”. I rapidi cambiamenti ed esplosioni di ritmo convivono con l’intensità dei passaggi melodici e questo “Points Of View” si rivela un album tutto da scoprire, ben suonato, che non stanca mai all’ascolto, grazie anche alla varietà di soluzioni proposte.
Articolo del
03/11/2004 -
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