|
Li conoscevamo una paio di anni fa come Zorro, gruppo messo su da Markus Gisin, chitarra e voce, dopo lo scioglimento dei suoi Luna Zone. Adesso il nuovo “rock project” si chiama Zamarro ed ha portato al reclutamento del buon Marco Redolfi al basso elettrico, e di Michael Hediger, ex Hell Mute, alla batteria. La band ha lasciato l’Europa e si è lanciata in una avventura sulla West Coast americana che li ha visti approdare a questo disco che si avvale della produzione di Jack Endino, già con i Nirvana, i Soundgarden e i Mudhoney qualche anno fa. Gli Zamarro mettono in gioco su questo “Lust In Translation” (parafrasi del titolo di un noto film) il meglio della loro impostazione musicale e pescano a piene mani sulle “rock roots” a loro conosciute. Hard rock, punk e grunge sono le riserve più saccheggiate, ma ciò nonostante l’album trova una sua particolarità, una sua linea melodica in tanto furore, una freschezza compositiva tale da conferirgli dignità e gustoso ascolto. “Road Movie” è un hard rock veloce e caldo, di impostazione settantiana, che ricorda certi brani di Lemmy e dei suoi Motorhead, “Breakdown” invece si dipana sulla stessa linea e aggiunge al tutto dei gustosi “riffs” di chitarra elettrica che vanno a condire un “refrain” appetibile ed insano. “Like I Do” graffia che è un piacere, al contrario di “Laku Noc” che é drammaricamente intensa, piena di ritmo, ricca di “groove”, quasi un ritorno al primo “grunge” di Seattle. Con “Behind The Moon” si torna ad un hard rock ad alto potenziale, a tratti melodico, mentre “1975” è un brano dinamico e tambureggiante, urlato quanto basta, che porta dentro di sé il meglio dello spirito hard rock degli anni settanta. “Lost” all’inizio sembra “Loose” degli Stooges, ma è solo perché le radici di tutto ciò che grida forte negli USA sono sempre le stesse, “Slow” invece è dotata di un crescendo davvero notevole e di una base ritmica ventrale da brivido.“Android” è l’emblema della pura energia del rock and roll, strofinìo metallico e tanto tanto ritmo, sulla stessa frequenza “Faith” che è un continuo omaggio alla chitarra elettrica, maltrattata e ribelle.
Articolo del
21/03/2005 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|