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La realtà musicale underground che offre il nostro Paese sembra essere feconda di idee, per così dire, internazionali; i None Of Us, originari di Catania, si fanno portavoce di un genere che va per la maggiore negli Stati Uniti, vale a dire quel nu metal contaminato che ha fatto la fortuna di gruppi come Limp Bizkit e Korn. Heavy Metal, Rap-Metal, Crossover, questo è il territorio in cui si muovono questi cinque ragazzi che sono riusciti a partire dal 1998 a farsi un nome in terra sicula, suonando in varie manifestazioni e trovando il proprio equilibrio dopo vari cambi di formazione. Questo promo arriva dopo “Loading”, realizzato nel 1999 e scaricabile per intero al sito www.noneofus.net, ed è un po’ il biglietto di presentazione di un gruppo che cerca adesso di trovare una collocazione nel mercato discografico: “Twice Again” contiene 4 pezzi, una botta di energia violenta, un pugno allo stomaco che in alcuni momenti è capace anche di una certa bellezza e metodicità. Il suono è ben definito, il genere più che inquadrabile, la voce urlata e filtrata, tutto sa di già sentito insomma; non che sia un problema, anzi: i primi due pezzi sono i migliori, “Cold” rivela anche delle belle linee melodiche confezionate in un suono e in un arrangiamento che più nu metal non si può, il cantante sembra ispirato e il sintetizzatore assieme alla chitarra fa un buon lavoro di atmosfera pronta ad esplodere. Stesso discorso vale per la seconda traccia, quella che dà il titolo al promo: bella batteria incisiva, trame di chitarre disperate, voce filtrata che forse poteva essere resa meglio e in definitiva un suono granitico che è un atto di fede al genere prediletto. Gli altri due pezzi sono “So Far” e “Deadlock”, fondamentalmente variazioni sul tema, anch’essi dotati di un forte impatto, ma nel primo la voce è quasi impercettibile, confusa e troppo filtrata (ma nel ritornello riesce comunque ad emergere), e nel secondo, nonostante un buon tiro dovuto soprattutto al lavoro della batteria, c’è poco che resta in testa. La mancanza di varietà dei pezzi, troppo vicini gli uni agli altri come arrangiamento, stile, intenzione, fa sì che un intero disco alla lunga non si possa digerire con facilità, certo è che questo promo è bello sostanzioso, duro, tanto che quando finisce l’ultima traccia quasi tiri il fiato e benedici l’attimo di silenzio che c’è appena stato. Una prova che rivela buone cose, come ad esempio la propensione creare un sound e un buon groove di base, ma per emergere in un panorama come quello italiano, dove c’è molta competizione e pochi vincitori, bisogna confezionare un lavoro vario, bene arrangiato e che non rischi di diventare pesante alle quarta o quinta traccia.
Articolo del
11/05/2005 -
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