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Si é cominciato a sentir parlare dei Fifth Season circa tre anni fa quando il gruppo partecipa ad Emergenza Rock e si piazza al terzo posto nella classifica finale della competizione.Inoltre Cristiano Grifoni e Valerio Pappalardo vengono nominati rispettivamente miglior chitarrista e miglior bassista di quella edizione. Il percorso sembra in discesa, ma prematuri abbandoni dovuti a diverse idee musicali e a progetti solisti stravolgono la “line up” originale. Con dedizione assoluta e con grande pazienza Chris, il chitarrista, cerca di rimettere in piedi il gruppo: richiama Valerio al basso, insieme scoprono la rara potenza di un batterista come Stefano “The Blacksmith” Rossi e il talento di Marco “Von Kreutz” Novello alle tastiere. Più in là avviene anche l’incontro con Francesco “Bodhi” De Raffaele, flauto e voce, e i Fifth Season, proprio quando tutto sembrava compromesso, tornano a sorgere. Ispirati dal suono di band come i Dream Theater, ma interessati da sempre a mettere accanto ad un sano impianto melodico l’energia dell’hard rock, i nuovi Fifth Season offrono il meglio della loro ritrovata creatività su questo mini album. Il prologo di “The First Sun” ricorda molto certe sonorità care ai primi gruppi di rock progressivo inglese degli anni settanta, con quei passaggi di ritmo altisonanti e serrati, sostenuti dagli interventi ora delle tastiere ora del flauto. “The Thaw”, il primo atto, mantiene la stessa linea di tendenza, é un brano ricco di atmosfera, ben interpretato da Bodhi, il nuovo “vocalist” della band. “The Hatch”, il secondo atto, é una composizione lunghissima e fortemente evocativa, con Marco Novello che manipola a suo piacimento le tastiere fino a preparare un terreno fertile per le incursioni solide e lancinanti della chitarra di Chris Grifoni, che viaggia spericolata all’interno di un tessuto ritmico ben sostenuto dalla batteria di quel “fabbro” di Rossi e da Valerio Pappalardo, detto il “Drago”, al basso. Infine arriva a completare l’opera “The Marching Truth”, un composizione davvero d’altri tempi, epica ed incalzante, con Rossi che fa da apripista e picchia a dovere sulla sua batteria, mentre Chris, Valerio e Marco si rincorrono in lungo e in largo nella struttura musicale del brano alternando le parti soliste. Un buon ritorno, non c’è che dire, vedi che la Quinta Stagione esiste sul serio?
Articolo del
11/07/2005 -
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