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Human Tanga
A Ritual Sacrifice For The Big Nothing
2005
Nicotine Records
di
Emanuele Tamagnini
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Un disco come questo dovrebbe entrare dalla porta principale di tutte le discografie che hanno un po' di sale in zucca, una voglia matta di spaccare il mondo e la scossa necessaria per non sentirsi inferiori ai prodotti esteri. E' il debutto dei padovani Human Tanga che si presentano in formazione triangolare (quella che fa più male al prossimo) e con 14 tracce registrate dall'esperta mano di Giulio Favero (One Dimensional Man, Zu). E' un assalto senza ritorno. Usando la loro terminologia possiamo confermare che si tratta di puro death'n'roll. Un genere che negli ultimi anni è stato ad appannaggio del nord Europa, facendo purtroppo tracimare fin troppe band, che di sfondare i confini nazionali non se lo meritavano affatto. Che gli scandinavi potessero prodursi in lurido, trashy, dinamitardo rock'n'roll lo si sapeva da anni luce ma che rimanessero a cavalcare l'onda lunga era meno prevedibile. Se mettiamo da parte la smania esterofila e smettiamo di eccitarci per qualche ubriacone iper tatuato che ci rutta in faccia in norvegese sventolando il vessillo Motorhead, potremmo con serenità affermare che l'album sotto esame è un disco che la mette in culo ai Turbonegro e a tutta la crew. Almeno dopo aver assistito al declino della formazione di Oslo contenuto nell'ultimo orrendo lavoro. "A Ritual Sacrifice..." è malsano, violento, fuso, punky nell'accezione coniata per i Misfits più controversi, orgiastico e sessuale allo stesso tempo. Ma soprattutto è un macigno sonoro. Senza crepe, senza attimi di pausa e segni di ossidamento. Colossi.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
22/12/2005 -
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