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E’ strano constatare come a volte sia estremamente problematico ritagliarsi uno spazio di visibilità “accettabile” all’interno di un panorama musicale tendenzialmente privo di autentiche novità e congestionato da gruppi che sembrano essere l’uno la copia dell’altro, se non addirittura il plagio di qualcun’altro. I Bomba Bomba si sono formati nel 1991 nell’ambito del cosiddetto movimento “posse” ed hanno all’attivo già alcuni CD, sottoforma di compilations o di mini LP. “Compresse”, tuttavia, rimane a tutt’oggi la loro produzione più significativa e musicalmente innovativa. Ed innovativi, anzi precursori, lo sono in un certo senso stati, se si considera che il loro esordio ha contribuito non poco ad alimentare, nell’ambito del panorama musicale italiano, il fenomeno dell’hip hop, prima esclusivo appannaggio del mercato discografico made in USA. Debuttano nel ’92 con un album (attualmente esaurito) per l’etichetta romana “X RECORDS”, lusinghieramente accolto dalla stampa specializzata. Successivamente partecipano ad importanti manifestazioni musicali (Universi Posse, Hip Hop Festival, Metarock, ecc.) e concorsi rock, arrivando ad ottenere premi e riconoscimenti di varia natura. Ma la loro musica è più di ogni altra cosa “reggae”: un ottimo reggae. Marcello Orlandini e Marco Fioretti sono due rapper che hanno acquisito col trascorrere degli anni una professionalità ed una esperienza del tutto ragguardevoli, che duettano con disincantata ironia, sostenuti vieppiù da un organico di ottimi strumentisti, tra i quali spicca per virtuosismo il chitarrista Vieri Ristori, le cui invenzioni musicali ben si amalgamano al ritmo, ora scatenato ora rilassante della band. Un sound originale, gradevolmente scanzonato, soprattutto ben calibrato, dai contenuti politici impegnativi ed ironici. La loro è una musica che convince, che coinvolge. L’ascoltatore viene ammaliato da raffinati giochi di parole ed astute estroversioni. Il loro album “Compresse” ad esempio sfruttava un’idea a dir poco geniale dal punto di vista mediatico: il CD veniva infatti confezionato come un medicinale, con tanto di prescrizioni e avvertenze, posologia e controindicazioni. Controindicazioni valide, s’intende, per le persone dalle “menti poco elastiche”, non già per coloro che anche in età avanzata si comportano ancora come bambini, perché è a questi che il reggae spassoso e divertente dei Bomba Bomba si rivolge.
Ora, dopo anni di assenze ed incertezze, di manifesti programmatici e proclami, ritornano a calcare la scena con idee ben chiare: suonare un reggae intelligente, irriverente al punto giusto, senza smanie di affermazione, senza fretta, consci del fatto che le note, per essere correttamente assimilate, vanno sciolte sulla lingua lentamente, come ”compresse” appunto. Ed allo scopo lanciano questa piccola compilation di soli 4 brani, sicuri di raccogliere quanto prima il meritato successo: Buona pesca!
Articolo del
15/10/2002 -
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