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The Inot
The Early Years
2006
Autoprodotto
di
Stefano De Stefano
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The Inot sono una band veneta che prova a giocare con i generi. Nascono nel 2003 e un anno dopo esce il primo lavoro autoprodotto; alcuni cambi di formazione portano all’attuale assetto che vede Davide Miozzi al basso e alla voce, Christian Pezzo alle chitarre e Davide Rossignoli alla batteria. In questo demo autoprodotto suonano uno stile molto personale, fatto ora di rock, ora di funky e persino di reggae. Il loro è un approccio che mira essenzialmente alla fusione stilistica; d’altra parte possono anche permetterselo visto che hanno una discreta padronanza degli strumenti e un discreto gusto nell’arrangiamento. I testi sono spesso acuti, sarcastici e schizoidi, svolgendo in alcuni casi una funzione di critica alla società e a certi luoghi comuni. La presenza di più voci (nel senso più lato del termine) sembra essere il filo conduttore di questo lavoro, contaminato nei generi e articolato nei testi come una specie di dialogo tra se stessi; una sorta di pop schizzato che può essere inquadrato nell’ambito di una scena alternativa che sempre più porta all’innovazione e alla sperimentazione. Il pezzo “30 Anni” parte veloce, batteria nervosa e chitarre impazzite vagamente orientaleggianti, per poi andare nel reggae; “La Banda del Folle” è puro funky mentre “13 Gennaio “2005” è fortemente swing con le chitarre morbide, le aperture melodiche e quel tocco fusion così jazzy. Tre canzoni e contiamo già diversi approcci stilistici, che sfumano l’un nell’altro in un genere che è difficilmente etichettabile. Segue la cupezza post rock di “Eroe”, una storia di gioco d’azzardo che rallenta e accelera passando dai 4/4 ai 7/4, e si chiude con “Goodbye”, un brano questa volta più direttamente rock. Un ascolto piacevole che mette in mostra le buone qualità di questa band, fortemente dedita all’approccio multistilistico e innovativo, capace di mettere in una stessa canzone i generi più disparati omogeneizzati tra di loro. Unica perplessità: quella voce leggermente stonata e sbilenca. Ma forse è volutamente così, in linea con il pensiero degli Inot che se ne fregano delle regole e dei comuni canoni stilistici.
Articolo del
28/04/2006 -
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