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Ninepee è un duo proveniente da Padova composto da un MC, Wildnove e da Dj Pinzee, produttore e turntablist. I due fanno parte della crew padovana ‘Odiotribale’ e “Prigioni” è il loro primo disco dopo molti live e jam nel contesto della loro scena locale. La loro proposta è una forma di hip-hop hardcore che trova la sua parte più dura nel rap aggressivo di Wildnove che si contrappone allo stile invece morbido e pensieroso delle basi di Dj Pinzee; c’è da dire che, comunque, il beat rimane sempre deciso e serrato nonostante i sample ed i suoni usati negli arrangiamenti siano spesso avvolgenti e delicati (come nel caso dei quasi onnipresenti archi, chiaramente adorati da Pinzee). L’atmosfera di alcune basi ricorda vagamente certe produzioni di Rza nell’era d’oro dei dischi solisti dei membri del Wu-Tang Clan. La produzione è abbastanza lineare ma di buon livello, si distingue per un certo gusto nelle soluzioni adottate e per la capacità di dare intensità emotiva alle tracce; buoni anche gli scratch di Dj Pinzee che negli strumentali (con l’intro e l’outro sono ben sei) dimostra fantasia, discreta tecnica ed una chiara attitudine alle atmosfere notturne. Un vero peccato che la produzione risulti a tratti un po’ sacrificata da un mixaggio non proprio splendente (la cassa di “Far West PD City”, per esempio, rovina con la sua assenza un’ottima base) e dalla mancanza di una migliore masterizzazione (ma qui va il MASSIMO RISPETTO di chi scrive per chi non ha un soldo, si autoproduce e spinge la propria roba da solo!). Un discorso a parte merita Wildnove che caratterizza decisamente con la sua presenza vocale gran parte di “Prigioni”. La scuola è chiaramente quella del Kaos One più duro ed arrabbiato e fin qui niente di male. C’è da dire però che l’aggressività della voce e l’intensità spasmodica di Wildnove sono il suo punto forte ma, paradossalmente, anche il suo limite: il suo stile è prettamente hardcore ed è giusto che tale rimanga, solo necessiterebbe di un po’ più di variazione e fantasia; sulla lunga distanza, infatti, rischia di suonare un po’ monocorde e, vista l’esasperazione del flow, un po’ stancante. Spesso poi la foga di dire tanto in poco tempo va a dispetto della cura della metrica e della scorrevolezza nel flow che risulta a tratti un po’ legnoso. Lavorando su questi aspetti e migliorandoli Wildnove potrebbe diventare un MC di cui avere veramente paura perchè già spacca mica male. “Prigioni”, come recita il comunicato stampa che lo accompagna, vuole essere “un viaggio introspettivo nelle prigioni della quotidianità” Storie di disagio, dunque, di rabbia contro le ingiustizie della società in cui viviamo ed insofferenza per gli abusi del potere politico e mediatico. A dire il vero, dopo l’intro “950 Gradi”, “Non Vi Sento Più” si scaglia contro i finti rapper, i sucker, e declama quanto invece i nostri siano veri, duri e puri: non certamente un filone glorioso od originale nel rap. In questa trappola si casca altre volte durante il disco ma un po’ ripetitivo è anche, e soprattutto, il continuo vomitare livore contro tutto e tutti. C’è da dire che è spesso nobile e condivisibile ma resta per lo più espresso in maniera troppo grossolana ed insistente. Manca a volte la capacità di dipingere immagini con le parole che sembrano usate soprattutto per creare slogan. Insomma, Wildnove dovrebbe cercare di essere un po’ più “subliminale” e poetico (come in “Far West PD City” o in “Alle Quattro”) e parlare meno dell’ hip-hop. In “Osmosi”, ad esempio c’è più sostanza e meno sfoggio della propria integrità. “Il Potere” è un ottimo manifesto anti-berlusconiano che attacca a testa bassa senza perdere tempo in autocelebrazioni inutili. “Sogni Per Davvero” mischia ottimamente retorica da “testa alta” e rabbiosa denuncia socio-politica. “La Minaccia Tribale” fa intravedere quello che potrebbero fare le basi di Pinzee al servizio di un rap più variegato (qui gli MC sono ci! nque) ed in grado di intrattenere meglio: un album “di clan rdblquote di ‘Odiotribale’ è pesantemente consigliato! Sia chiaro che “Prigioni” è un buon disco, veramente promettente e pieno di esuberanza, solo i Ninepee devono ancora smussare qualche angolo e trovare un bilanciamento migliore tra furia ed espressione della stessa. Gli ingredienti ci sono tutti, ci vorrebbe soprattutto più continuità nella qualità delle liriche che qua e là fanno intravedere potenzialità maggiori. Complimenti sinceri, in ogni caso, a questi “b-boy per davvero con in mente una protesta”. Keep ya headz up! Sempre.
Articolo del
06/10/2006 -
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