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Il nuovo album di Alessandro Zannier, in arte Ottodix, si intitola “Nero” (Discipline, Venus), un prodotto tra synth pop d’ispirazione elettronica anni Ottanta e musica d’autore italiana. Nelle 14 canzoni, dedicate “alla morte, all’amore e alla morte di ogni amore”, come le definisce Ottodix, si avvertono riferimenti a Depeche Mode, Goldfrapp, Massive Attack, Bowie e Garbo, del quale Ottodix ha aperto i concerti del tour “Giallo elettrico”.
S: Come è nata la tua collaborazione con Garbo? O: E'iniziato tutto esattamente un anno fa, quando presentavo a Milano la nuova formazione e alcuni brani di Nero in anteprima, con cd ancora in fase di registrazione. Garbo era tra i tavoli come ospite seduto con mia moglie e G.Kalweit (ex Deltav), nostra cara e comune amica. Lo conoscevo già, in verità, per alcuni concerti condivisi come gruppo d'apertura, ma quella sera si è evidentemente convinto che qualcosa gli piaceva, tanto che ci ha chiamati ad aprire un suo concerto natalizio per celebrare i suoi 25 anni di carriera.. A fine esibizione ho eseguito un suo brano "Cose Veloci" completamente riarrangiato in elettronico. In gennaio mi ha telefonato chiedendomi di riarrangiargli tutto il live del 2006...A marzo siamo partiti, con il management e il booking di Photographic (Francesco Morra) e abbiamo infilato una quindicina di date in quasi tutta Italia, con Ottodix in apertura e Garbo a seguire, con me e Mauro Franceschini (percussionista e tastierista di Ottodix) e vari tastieristi di volta in volta, come band. Ci si diverte molto e credo ci si voglia bene un po'tutti, management compreso. E questo non è poco, in questi ambienti, te lo posso assicurare. La novità del mese è l'annuncio ufficiale dell'uscita di "CONGARBO", doppio cd che raccoglie 21 brani di Garbo rifatti da vari artisti italiani, tra i quali il sottoscritto a nome Ottodix con "Cose Veloci", e sempre il sottoscritto, con nome d'anagrafe in collaborazione con Georgeanne Kalweit sul brano "Grandi Giorni". Gli altri sono Boosta (Subsonica), Soerba(riuniti per l'occasione), Andy Fumagalli (Bluvertigo), Madasky, Meg, Delta V, Lele Battista (La sintesi), Baustelle e molti altri, + 3 inediti scovati nello studio di Garbo. Il tutto verrà presentato a Milano il 6 dicembre con un party per la stampa e i musicisti partecipanti.
S: Parliamo del tuo album. Cosa ti ha ispirato questi testi poetici? O: Il senso di morte che lasciano gli amori finiti, o quelli vissuti male, ma anche il mistero della concatenazione degli eventi, delle stagioni, in un disegno nel quale siamo numeri che si avvicendano senza alcun potere d'interferenza se non marginale.. Il senso che tutto quello che si fa, si ama, si perde, sia già tutto scritto.. Ecco, in questo senso le passioni di NERO sono abbastanza mortifere, lo ammetto, ma scrivo bene solo quando devo affrontare grandi temi. Sono uno che cerca frasi micidiali, slogan fulminanti e per far questo non si può certo parlare di "com'è bello andare in vespa", per es...Ho un'aggressività tutta mia che cerco di far arrivare non con il suono duro, ma con il contrasto tra melodia e canto suadente e liriche incisive.
S: Il nero ricorre molto nell’album, nel titolo, nella copertina, nel contenuto, nei testi. Cos’è il nero per te? O: "Il candido vestito del pensiero", come dico nel primo brano. Un non luogo dove c'è quiete, non angoscia, il non colore sul quale tutto si può dipingere, il colore della notte, del cosmo, quindi dell'infinito e dello spirituale. Nero è una parola breve dai mille significati e rimandi.. C'è la paura, ma c'è anche la quiete. Il luogo in cui, non disturbati dalla luce che illumina le cose, siamo a tu per tu con le nostre idee, il nostro vero volto. Il luogo della mente.
S: Colpisce molto "invisibile", nelle parole "ho vissuto la modernità, la nevrosi delle tangenziali…. Trasparente io sarò, come l’acqua è priva di colore..". Cosa esprimi in questo pezzo?Qual è il tuo rapporto con la modernità? O: Mi fa piacere che questo pezzo, nonostante il titolo, non passi inosservato.. E'una piccola canzone con un lungo intro e una lunga coda, ma è una piccola canzone. Nonostante questo, l'ho lavorata e tornita al cesello, parola per parola. Ho cercato di descrivere quei momenti di spersonalizzazione che si vivono quando tutto quello che ci circonda sembra sopraffarci. Non la natura, non gli eventi, ma la società e l'indifferenza, il cinismo e i ritmi vertiginosi delle città. E'una delle mie canzoni metropolitane, che infilo puntualmente in ogni disco; in questo c'è anche "Ossessione", il singolo, mentre nel precedente Corpomacchina, "Fuori Orario" e "Anestesia" facevano lo stesso. Ho sempre amato quei momenti in cui ci si siede in un bar e si guarda fuori dal vetro quello che succede, con disincanto, come se il solo vdere da dietro le tende il mondo che prima ti assorbiva, bastasse per rendersi conto dell'inutilità di tutto un certo affanno. Il solo cambiare punto di osservazione cambia la visione degli altri e la visione di se. parla del piacere di scomparire in questo mare, dove comunque si passa inosservati come numeri nella moltitudine.
S: Come definiresti il tuo genere musicale? Hai qualche modello di riferimento? O: Non mi nascondo dietro ad un dito; i Depeche Mode sono la sintesi migliore di tutte le cose che mi piacciono nella musica. Mi hanno comunque legittimato a fare ciò che faccio, non mi sento in debito creativo con loro, nonostante alcuni giornalisi mi diano dell'emulo in maniera superficiale. Semplicemente io scrivo questa musica da sempre, mischiando armonie, atmosfere da film, musica retrò, cori barocchi, venature da canzone francese, con ambienze cupe ed elettronica. Il rimando con i Depeche salta fuori per analogia d'intenti. Amo anche Nick Cave, Goldfrapp, Bowie, Massive Attack, ecc.
S: Ci sono canzoni che sono legate a esperienze che hai fatto nella tua vita? O: Devo dire che alcune lo sono, alcune invece parlano di esperienze che vorrei avere fatto o vorrei vivere. Mi prendo la licenza del romanziere di mettermi in gioco in prima persona. Un po'come faceva Salgari, che scriveva di Sandokan senza mai essersi mosso dall'Italia, ma descrivendo perfettamente le isole della Malesia. "La Casa Dalle Mura Sussurranti", "La Francese", hanno sicuramente un che'di biografico, mentre pezzi come "Amorefacile" o "Ossessione" sono personaggi che incarno, sensazioni montate su storie cinematografiche, che non necessariamente ho vissuto.
S: Ci sono pezzi con cui ti identifichi di più? O: Ce ne sono molti; Nero, in questo senso, è un vocabolario completo del mio linguaggio, tocca ogni corda, ogni colore della mia tavolozza di argomenti d'ispirazione. Potrei dirti che "Pensieronero", "Tutti I Respiri", "La Clessidra" da una parte, "Ossessione" e"Balla Con Lei" dall'altra, passando per "Cuore/Coscienza", sono le mie predilette, ma farei torto ad altre.. Forse "La Francese" è il brano che mi rappresenta di più, che coniuga le due parti musicali che ci sono in me, quella voglia di vecchio, di violini e grandi orchestre, di Truffau da una parte e di elettronica e modernismo dall'altra.
S: Di chi è stata l’idea di indossare delle ali d’angelo nere? O: Mia, nonostante i maligni ti possano far notare che le ali di "Playing The Angel" (Depeche Mode) sono altrettanto nere. Le ho comprate un anno prima con questo preciso intento. Sono di un artista veneziano del carnevale ed erano esposte in vetrina su due manichini di un negozio d'abbigliamento. Le ho pagate care, ma mi hanno dato quel tocco di "angelo e demone" perfetto per il dualismo dell'album, in bilico tra amore e morte.
S:Come è andata la presentazione dell’album a Milano? O: Molto bene; pubblico entusiasta anche se non numerosissimo, causa scioperi trasporti a Milano e migliaia di concerti in concomitanza, a cominciare da George Michael, la stessa sera. Siamo stati strappati dai camerini con Garbo e costretti ai bis, ma la vera soddisfazione era quella di vedere gente cantare e conoscere già i miei nuovi pezzi..
S: Prossime date? O: Ho una data col gruppo il 6 dicembre a Milano dove partecipo assieme agli altri al party per il tribute cd a Garbo, mentre il 16 siamo ospiti con Garbo a RitmiGlobali2006, finale. Una cosa in famiglia a Treviso per chiudere l'anno davanti alla manifestazione che mi ha visto nascere tanti anni fa, quando Ottodix era il nome di un gruppo. Il 25, natale, suoneremo invece al Woodstok di Como, stavolta tra amici, ma in casa di Garbo. Qualche altra cosa tra gennaio e febbraio, tra cui il secondo singolo estratto da Nero e in marzo dovremmo ritoccare il live di Garbo per il tour del tribute - cd, nel quale si avvicenderanno, a seconda della disponibilità, di volta in volta anche gli artisti sopraelencati, assieme a noi.. Sarà divertente.
S: Altri progetti in mente? O: Sto per ora riappropriandomi del mio antico mestiere, quello di artista visivo (www.alessandrozannier.com), innanzitutto coordinando la stesura e disegnando scene e costumi del prossimo videoclip, a cui parteciperà Eva Allenbach, attrice e danzatrice svizzera molto brava, mentre entro breve dovrò iniziare un assemblaggio-installazione per la Biennale D'Arte Contemporanea Di Firenze 2007, alla quale sono stato invitato a partecipare. Lentamente., ma con costanza, sto accumulando nuovo materiale per il futuro album che spero possa uscire entro il 2008. Sto trasferendomi a Zurigo, patria di Dada, con mia moglie, dove farò su e giù con l'Italia. E'una bella città per scrivere e descrivere la metropoli..Chissà che non diventi questo il nucleo e il tema principale del prossimo lavoro. www.ottodix.it. Sara De Vido
Articolo del
25/11/2006 -
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