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Se dovesse capitarvi tra le mani questo disco, non conoscendo la band giurereste che viene dal Regno Unito. Melodia e sporcizia tipicamente inglese, anni Sessanta per giunta. E invece la band in questione viene da Napoli ed è composta da quattro ragazzi che sono dediti alla cultura e alla filosofia mod che i loro padri ispiratori abbracciarono decine di anni fa. One For The Beginners è il disco di debutto degli Starframes, che sono attualmente in cerca di una distribuzione o di un’etichetta. La band è composta da Raffale (voce e chitarra), Francesco (voce e chitarra), Oreste (basso) e Fabio (batteria) ed è attiva dal 2003 quando, con una demo alla mano, comincia a girare per i locali (pochi) di Napoli. Emergere in una scena come quella napoletana, piena di band che suonano low-fi e indie post rock, è difficile e così passano tre anni prima che questo disco realizzato auto finanziandosi esca fuori. Dodici episodi che guardano a gruppi come Libertines, Mando Diao, The Jam, The Who, Kinks e tutto il filone di beat, garage e pop che ne deriva. Canzoni che durano in media poco più di tre minuti, quanto basta per richiamare alla mente sensazioni e atmosfere legate ai tanto sospirati anni Sessanta inglesi. A dispetto di una produzione auto gestita il disco suona bene, nonostante si possa avvertire nel finale qualche momento di stanchezza o qualche ingenuità nei missaggi (cui si può rimediare tranquillamente). La sensazione è che gli Starframes possano fare cose molto buone con un’adeguata etichetta che li segua e distribuisca: in UK non tutte le band (che pure si pestano i piedi a vicenda) hanno canzoni così convincenti come alcune contenute in questo disco. “I Do Play My Rock And Roll” infatti apre il disco in modo estremamente deciso, quasi fosse una dichiarazione di intenti: melodia a mille, energia, voce distorta e il potenziale singolo, se pompato a dovere in UK, farebbe morire di invidia i gruppetti locali. E lo stesso dicasi della successiva “Schoolmate”, puro surf e garage che riporta direttamente a quei giorni di scuola spensierati, quando i ragazzi uscivano dalle aule per chiudersi nelle cantine e ascoltare la musica che avevano scelto come tratto distintivo della loro identità. “Jimmy Cadillac” è una bella botta di energia, batteria che picchia sodo, chitarre che non si risparmiano e una voce filtrata che racconta di come la polizia non avrebbe trovato mai il fuorilegge protagonista della canzone. “Don’t Try To Do It To Me” è una superba ballata terzinata che sembra provenire da un vecchio grammofono mentre la successiva “Fear And Pride” sembra ricordare il Noel Gallagher più diretto. Sporcizia rock and roll, insomma. Nella seconda parte del disco troviamo l’aggressività quasi punk di “The Killer” (un altro pezzo da tenere d’occhio), altri riferimenti ai Mando Diao arricchiti però da una batteria nervosa (“She’s The One I Love”) e una rock ballad come la suonerebbe Pete Doherty se ne fosse ancora in grado (“Don’t Ask For Tomorrow”). Finale convincente con gli sprazzi brit rock di “Day By Day”. One For The Beginners è un album che è più facile credere di provenienza UK. Di fatto è il lavoro di quattro ragazzi che guardano a qualcosa di diverso dal post rock e dall’indie deprimente così in voga in Italia di questi tempi. Per ogni tipo di informazione gli Starframes sono su myspace all’indirizzo www.myspace.com/starframes .
Articolo del
15/01/2007 -
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