|
Salvatore Passaro, tre album come Erz, considerato dalla critica e da una piccola fetta di pubblico come uno degli autori più promettenti della scena rock italiana, dopo aver chiuso il contratto che lo legava alla Universal, si dedica ad altre attività. Resta intatta, però, la sua straripante passione per musica e poesia che lo porta a comporre un pugno di toccanti canzoni che faranno parte dell’album di prossima uscita. Dopo “Salvador”, il primo singolo pubblicato lo scorso aprile, si presenta con un secondo coinvolgente singolo, D’AZUR, estratto dal suo nuovo album dal titolo “Au bout du monde” da oggi disponibile nei negozi. ‘Salvador’, è stato tra i brani più scaricati sul sito Messaggeriedigitali.it - stazionando al 1° posto nella classifica “Top download dei singoli” per diverse settimane, ed entrando nella classifica generale di Musica e dischi. D’Azur è il nuovo singolo già in programmazione nelle radio, che ha anticipato la pubblicazione di “AU BOUT DU MONDE. La faccia è lì, in copertina, per la prima volta, così come il nome, Salvatore Passaro. un profilo che ricorda “l’homme a tete de chou” di Serge Gainsbourg – cui per alcuni versi somiglia - l’espressione insolente e consapevole, a dire “questo sono io” oppure “sparate qui”. Determinato, sicuro di sé, intenso, affascinante, ambiguo, delicato. Erano gli anni novanta quando si era presentato, ed era così: disarmante per passione e malizia, girava per radio e interviste con una chitarra, i capelli lunghi, gli occhi tersi e un credo ed un ego possenti. Arrivava dal Salento, allora molto meno di moda di oggi, con la sua musica aveva fatto breccia nel cuore di un discografico importante, e si faceva chiamare Erz. Parlava di amore, di solitudine, di riscatto, di relazioni chiuse e di voglia di libertà. Era un tipo originale, in grado di scrivere canzoni artigianali e profonde. chi lo conobbe allora avrà mantenuto in scaffale il suo omonimo disco d’esordio, del novantaquattro, per le belle canzoni che aveva. E forse anche i lavori che a quello seguirono; Radioluxemburg, del novantasette, e Desernauta, del novantanove, ultima prova discografica a tutt’oggi. Dopo sette anni di silenzio, in cui sono successe molte cose, arriva Au bout du monde che non è una fuga, semmai un ritorno a casa. Sono lettere scritte dai luoghi dell’infanzia, dall’età dei sogni, riscoprendo e ricongiungendosi a paesaggi, ritmi e valori lasciati ad aspettare a casa. E’ ulisse che torna alla sua Itaca, è il porto dopo il viaggio al termine della notte, è il ricongiungersi alla propria storia, al proprio carattere, al proprio nome e cognome e farne, da ora in poi, la propria forza, il proprio vanto. “Au bout du monde” è un disco dove ci troverete dentro l’odore del mare, del vento, degli ulivi, del sole; di passeggiate sulla spiaggia e di ore passate a guardare l’orizzonte infinito lasciando affiorare lentamente i propri perché, e di questi farsi una ragione. Sono canzoni semplici e profonde, che dicono, e sanno dire tra le righe, molto più di quanto sembrino esprimere al primo ascolto. trasmettono un senso di armonia, di pace ritrovata, il ricongiungersi di un uomo al suo destino, alla sua vita. parlano d’amore, ma non solo, raccontano la voglia di Salvatore Passaro di alzarsi in piedi, dal fondo del mondo, e dire “è la mia vita”, e firmarla con nome e cognome.
Articolo del
27/01/2007 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|