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Leggere attentamente le avvertenze! Assunto anche in piccole dosi “Poetica Provvisoria” può avere effetti stupefacenti e provocare sane allucinazioni. Basta un primo ascolto ad alterare la percezione e trascinare negli abissi più intimi dell’inconscio, la belva più difficile da domare. La discesa tra angosce e paure sarà spossante quanto rigenerante, e il buio lascerà il posto a una nuova luce, quella del faro che guida la mente di chi ha interiorizzato le esperienze trasformandole in insegnamenti. Ci vuole coraggio per affrontare se stessi, e gli Experia vi mettono alla prova: se pensate di averne, fatevi sotto, arrivati alla fine di questo viaggio non sarete più gli stessi. La metamorfosi inaspettata inizia qui, con la Poetica Provvisoria che conduce alla Naturale Follia. Ricchezza e sperimentazione sono le chiavi di questo lavoro che per la sua complessità ricorda la ricerca continua di originalità e suggestione in pietre miliari come “The piper at the gates of dawn” dei Pink Floyd, e nella lunga tradizione che ne discende. Dell’influenza psichedelica anni 60-70 gli Experia non fanno mistero, ma l’aspetto composito della loro musica non si ferma al rock anglo-sassone, ed è arricchito da un intreccio di contaminazioni diverse che spaziano da sonorità mediterranee, folk, elettroniche e metalliche, con aperture in direzioni sempre nuove. Non è banale passare con una simile naturalezza da un genere all’altro; fondere questa eterogeneità in un flusso unico, solcato dalla voce vigorosa e soave della solare Micaela. La sperimentazione musicale degli Experia giova delle sonorità pulite degli strumenti e dell’eclettismo vocale della cantante, elementi che si intessono compiutamente nella trama delle quattro tracce, e l'intro, di “Poetica Provvisoria”. Il punto di inizio è la quotidianità umana vissuta sul piano surreale del sogno, tra memoria e visionarietà, passato e futuro, storia e avvenire. Questa demo si compone di due parti speculari; i pezzi inclusi hanno una duplice anima, una versione italiana e una inglese, che però non rende giustizia ad un lavoro che in lingua originale sembra frutto di un essere più privato e spontaneo. Si rispecchiano in “Poetica Provvisoria” le articolate personalità dei quattro Experia, che come la loro musica, provengono da esperienze variegate e vanno verso contaminazioni fresche sullo sfondo della città eterna. Gli Experia sono Micaela Bruno, voce, Stefano Vita, chitarra, Pasquale Citera, tastiera, Cristiano Vairello, basso; al momento in cerca di un batterista che voglia percorrere con loro questo proficuo cammino. Se non vi fosse ancora capitato, vi auguro di incrociare la loro strada: sarà l’incontro provvidenziale che scuote la mente e rasserena lo spirito; una cura efficace alla mediocrità.
Articolo del
15/02/2007 -
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