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Forse qualcuno di voi già conosce I Choukra; band psycho vibration, dai toni dark che arriva da Pescara. Noti al pubblico della rete per essere stati in vetta alle classifiche di Vitaminic qualche anno fa, proprio pochi mesi dopo la formazione ufficiale del gruppo avvenuta nel 2005 con l’uscita del demo “Il volgo ostile” (autoprodotto). Con questo primo brano, inoltre, sono giunti in finale alle selezioni regionali abruzzesi di Arezzo Wave nel 2006, in cui hanno ben figurato e hanno sfiorato la possibilità di partecipare a livello nazionale all’evento toscano. Choukra è una parola araba che più o meno sta a significare “grazie”. La loro musica è segnata dal rock psycho, graffiante, hard, ma anche melodico proveniente dalla batteria di Giuseppe Ciampagna, dai toni cupi e misteriosi dell’organo, del violino e dei loop sintetizzati di Fiorella Antonucci, del basso di Manuela Mazzocco, e soprattutto dai testi e dalla voce stridente e dalla chitarra di Alessandro Casciano. I Choukra anche se non ostentano simboli 666 nelle loro produzioni e nel loro look, dai testi lasciano trasparire chiaramente una matrice dark molto profonda; il tema religioso più volte ripreso nei brani fa riferimento a demoni che non sono immagini legate ad improvvisazioni e fantasticherie fiabesche. Dopo l’entusiasmante esperienza delle selezioni di Arezzo Wave, i Choukra hanno iniziato un tour per promuovere la loro musica,. E in seguito si sono messi a lavoro per realizzare un disco: “In vitro”, con undici brani, uscito nel 2006 (Collapse Studio); brani che condannano sentimenti ingannevoli stravolti dalle mille contraddizioni riscontrate dalla realtà; idiosincrasie di stati mentali apparentemente sotto il controllo della mente, sono travisati dalla moralità. La voce di Alessandro Casciano non cambia mai nota e scandisce a tamburo battente la collera di un anima in pena. “In Vitro” è un disco da ascoltare e lo consiglio anche ai non amanti del genere, perché arricchisce il proprio bagaglio musicale. Mi sono rimaste impresse alcune parti delle loro canzoni, come nell’ “L’ignobile intrico”in cui il tema è l’amore;” …gli amanti scorgono sagome, contorni d’anime fuggevoli e oscure d’utopia!...chiamati subito fuori dal gioco, che è inutile…”. In questo stesso brano ci sono anche chiari riferimenti religiosi. In “ La giostra del bambino introverso”, la giostra che gira è il mondo che..”… è migliore se fa già compassione…e sotto quel beato torpore la giostra si fermerà.”.In “L’odio provvede” e “Vedi il fuoco” i Choukra manifestano ,con una nota più accentuata, il carattere dark del disco; “..a volte nel cranio c’è un vero demonio che incute estetica e perfidia”, parole urlate con veemenza e appena addolcite da un suono melodico che diventa acre come il sapore di fiele. In “Perdita”il tema è la follia, o meglio gli attimi di follia, momenti in cui la mente si distacca dal controllo per un pugno di minuti,momenti che poi rimangono nell’oblio.
Articolo del
03/05/2007 -
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