|
Falsa partenza, è proprio il caso di dirlo per i Convergence, che nascono (in teoria) nel 2001, ma al 2003 solo Giacomo Mambriani, il chitarrista, è rimasto della vecchia formazione: oggi il gruppo è composto da Giacomo, Michelangelo Naldini alla batteria, Massimiliano Andrini al basso e il cantante Alessandro Paladini. Anche il loro primo lavoro insieme, ‘Points of View’ ha avuto vita abbastanza burrascosa: auto-prodotto nel 2003 viene notato dalla Basket Records e Plastic Head solo dopo due anni di auto-promozione. Si può con tutta certezza affermare che i Convergence si sono fatti da soli e rifatti di recente con la riedizione di ‘Points of View’ sotto contratto con le case discografiche britanniche che hanno permesso la distribuzione su scala mondiale dal luglio 2004. Nel frattempo la band non è rimasta con la mani in mano, anzi, ha avuto le mani in pasta in centinaia di concerti sia da soli (in Germania) che con altre band italiane del calibro di Linea 77 e Velvet. Ora proviamo a descrivere la musica? Sperimentiamo allora, proprio come fanno i Convergence con la loro musica, in ogni pezzo e senza tralasciare l’emozione pura e semplice. Le tracce del disco scorrono una dopo l’altra in modo fluido nonostante la varietà delle canzoni, perché la musica riesce ad essere originale in ogni pezzo ma riconoscibilissima, un marchio stilistico che si impone dal primo ascolto. Le canzoni hanno la strana capacità di essere tranquille, semplici e potenti allo stesso tempo, anche grazie alla voce profonda del cantante che accompagna l’ascolto in un mondo sotterraneo di emozione e brutalità, potente e profonda ma stranamente diretta, canta senza fronzoli sfruttando il potenziale espressivo del suo tono ma senza sembrare artefatto, come già scritto (non fa male ripetersi a volte), emozione è la parola d’ordine, è come se le parole venissero da qualcosa di più che non solo le corde vocali: emozione. Appunto. La mia favorita è senza dubbio Bleed soprattutto grazie all’inizio radiofonico, nel vero senso della parola: la prima cosa che si sente non è musica, non è canzone ma il parlato delle news di una radio, static noise e poi inizia la canzone, interrotta qua e là dall’interferenza, tecnica senz’altro già usata da qualcuno ma sempre di effetto. La canzone è video-munita per chi fosse interessato e il video si trova nel sito ufficiale della band, è proprio la prima cosa che si incontra infatti, ottima mossa di marketing. Il sito è www.convergence.it, facilissimo da ricordare. Una sorpresa che alcuni hanno definito nu-metal, oggi quasi un dispregiativo che ti fa partire con qualche pregiudizioni, ma al primo ascolto non ci si può che ricredere. Da ascoltare se apprezzate Evanescence, il metal vecchio stile e, perché no, forse anche un pizzico di Limp Bizkit o Metallica.
Articolo del
09/05/2007 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|