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This Harmony
Leila Saida
2007
Lizard
di
Riccardo Manieri
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A dir la verità: se in un primo momento quando noto la bellezza della parte grafica ne rimango felicemente colpito, successivamente leggendo i titoli delle canzoni rimango decisamente spiazzato. Dunque decido di ascoltare subito con ampio interesse questo primo lavoro dei This Harmony. Tanto per cominciare: chi sono i This Harmony o meglio cos'è This Harmony? This Harmony è un gruppo nato nel 2003 a Perugia e composto da Massimo Cervini (chitarra), Davis Aberrà (basso), Nicola Tarpani (batteria) e Laurence Cocchiera (violino). “Leila Saida”, oltre a contenere nove tracce strumentali, si ispira alle letture di Wassily Kandinsky. L’aspetto che si nota fin dall’inizio è la parte decisamente importante e distintiva che ricopre il violino tanto da non far notare in molte circostanze l’assenza di una voce. Vari comunque sono i connotati delle canzoni che alternano parti malinconiche (“Introduzione 19”), che creano un'ottima atmosfera, ad elementi tra il progressive (“Improvvisazione 13”) e post-rock (“Composizione 12”) passando per la drum&bass (“Improvvisazione 2/3”) Il pezzo forse più significativo arriva a metà cd quando assisto all’ascolto di “Impressione 15”, brano di quasi dieci minuti la cui sonorità sperimentale rimanda al titolo del lavoro ovvero “Leila Saida”“Buonanotte”. Il consueto uso di violino è dunque accostato ad atmosfere orientali. Molti i cambiamenti di ritmo e sonorità, che caratterizzano anche “Improvvisazione 7”. Decisamente ottimo il finale con “Composizione 18” nella quale il suono potente della batteria è affiancato meravigliosamente a quello del violino in un alternarsi di calma e velocità che sintetizza in modo egregio tutto l’impianto narrativo di “Leila saida”. Per dirla tutta: questo non è solo un buon inizio ma a mio giudizio è un ottimo inizio. Ma per capire se chi parte bene è davvero a metà dell’opera allora sarà il caso che io ascolti anche il successivo lavoro di questa band umbra. Anzi, fatelo anche voi! Se invece nel frattempo siete semplicemente curiosi di capire se tutte queste “improvvisazioni” e “composizioni” vi suscitino una buona “impressione”, allora il consiglio è quello di ascoltare “Leila Saida”.
Articolo del
02/10/2007 -
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