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La particolare composizione dei Tleary è forse il modo migliore per descrivere la loro musica. Si tratta infatti di un duo composto da Janpaolo Peritore e DocTrashZ. Un chitarrista e un dj. Due realtà musicali, quindi, teoricamente piuttosto -se non molto- distanti fra loro. E la musica della formazione siciliana nasce proprio dall’incontro di queste differenti realtà e cerca di attraversare tutte le molteplici possibilità che questo incontro offre. Si passa così dalle atmosfere essenzialmente acustiche della strumentale “Life” e della ballata “Hi” e si arriva fino alle ambientazioni puramente elettroniche della conclusiva “Z” (che, per alcuni mezzi secondi iniziali, rievoca alcuni momenti dei penultimi Radiohead). Il tutto attraverso pezzi, come l’iniziale “Juan & John” e “Groundman”, in cui, invece, una energica chitarra elettrica fonde i suoi riff ed i suoi giri con gli effetti e le tastiere, senza prevaricarli ma ben affiancandosi ad essi. Il risultato è molto originale e, in generale, apprezzabile. Forse i Tleary avrebbero potuto approfondire ancora di più il terreno (piuttosto inesplorato) in cui si sono avventurati. Questo nel senso che, in alcuni momenti, l’album (di poco superiore alla mezz’ora) tende ad abbandonare la sperimentazione sonora ed a sedersi su riff un pò ripetitivi, come, soprattutto, nella prescindibile “Prickly pear”, in cui un riff di poche note si innesta su due minuti di tastiera ed effetti piuttosto statici. E, volendo, qualche dubbio, a tratti, lo suscita anche la voce di Peritore, che forse dovrebbe tentare di ammorbidirsi di più su alcune melodie. Ma ciò non toglie che, comunque, si tratta di un lavoro interessante e che si staglia ben al di sopra di molta produzione indie e rock più classica, certo meno rischiosa, ma sicuramente più banale.
Articolo del
08/04/2008 -
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