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Suonano insieme soltanto dall’estate 2007, eppure nel circuito rock e alternative della capitale e dintorni il nome dei Noumeno è già un’assoluta garanzia di ottimo metal e energia live. La storia di Emiliano Cantiano, Danilo Carrabino, Emanuele Calvelli e Fabrizio Agabiti richiama in parte quella dei favolosi anni d’oro del rock, quando un misterioso pezzo di un’artista sconosciuto cominciava a passare ossessivamente sulle stazioni più gettonate dai giovani, “spinto” da quelle figure a metà tra il deejay e il talent scout di cui il panorama radiofonico odierno sembra pressoché orfano. E’ infatti grazie alla stazione universitaria “Radio Tor Vergata”, e in particolare alla trasmissione intitolata “I guerrieri del metallo” (un nome, un programma, è il caso di dire) che due singoli da questo “Noumeno Promo 2008”, precisamente “Panda Song” e “Psychotic Syndrome”, iniziano a circolare e a suscitare la curiosità di ascoltatori e discografici; a questa si aggiunge successivamente la catanese Radio Zammù. Fino ad allora, i ragazzi non avevano alle spalle altro che alcune jam sessions suonate assieme; una volta formata e consolidata la band, e ottenuti i primi consensi grazie al battage radiofonico, i Noumeno iniziano ad esibirsi, dal gennaio 2008, su alcuni dei palchi più prestigiosi della scena alternative romana, tra cui il Jailbreak e la Stazione Birra; nel frattempo, presso il Vertigo Studio, lavorano alla realizzazione di “Noumeno Promo 2008”: un EP di sole quattro tracce, che sono però un concentrato di energia, tecnica e originalità. Le particolarità dei Noumeno sono molte, a cominciare dal fatto di essere una band strumentale, cosa che, se è di per sé una “stranezza” per un gruppo italiano, appare ancora più peculiare se la si inquadra in uno scenario progressive-metal. E’ abbastanza evidente, alla luce della complessità dei brani proposti, che la scelta è dettata dalla volontà di distaccarsi dalla tentazione del singalong facile e catchy, che può fare presa su un target più ampio ma implica anche il rischio della banalizzazione. Tra le influenze dei Noumeno, più o meno dichiarate, si possono far rientrare Angra, Meshuggah, Testament, Nevermore, Joe Satriani, persino Verdena per certi aspetti. Padroneggiano al tempo stesso i toni cupi e apocalittici dei Meshuggah e una capacità quasi cabarettistica di intrattenere il pubblico durante lo show. Ogni loro pezzo è una sessione a sé stante, un’opera completa e spesso di non immediata comprensione (nello stile dei Nevermore, appunto). La sessione ritmica è predominante (impressionante la qualità tecnica del giovanissimo bassista Emanuele), ma la chitarra galoppante di Fabrizio Agabiti dona ai pezzi coerenza melodica, atmosfera e vibrazioni cangianti, e non lascia spazio a indulgenze elettroniche che spesso appesantiscono i pezzi tipicamente prog-rock. La prima impressione che si ha di “Promo 2008” è quella di un album che somiglia curiosamente a una gara sui 100 metri: veloce, sfuggente, quasi inconsistente nella durata, ma che, come i muscoli dell’atleta che sprigionano energia pura nello scatto, libera in un lasso di tempo brevissimo un’esplosione di aggressività, forza e armonia.
Articolo del
22/07/2008 -
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