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“My Speaking Shoes è passione e sudore, rumore primordiale e suono decadente, è sapore di indie e di stoner, è fuga dalla noia mista a rabbia provinciale, è quello che viene senza troppi problemi…” E’ difficile aggiungere altro a questa presentazione che i My Speaking Shoes hanno fatto di se stessi e della loro musica, perché in queste due righe è già sintetizzata benissimo tutta la loro vena artistica. Loro sono giovanissimi (età media 20 anni), arrivano da Modena e nel 2007 hanno vinto il Perennianus Rock Contest ottenendo l’opportunità di registrare gratis il loro primo EP, “Bluff”, autoprodotto e mixato in cinque serate invernali nello studio di Prignano. I mezzi non eccelsi a disposizione e la giovane età sono sempre un rischio per la produzione, e in effetti la qualità del suono risulta notevolmente penalizzata e non fa apprezzare pienamente l’originalità e il buon livello tecnico del quartetto. Tuttavia, non è difficile intuire le notevoli potenzialità di questi ragazzi, il cui asso nella manica è sicuramente la stupenda, particolarissima voce della cantante Camilla: sporca, multiforme, vintage, seducente, somiglia vagamente a Meg (ex 99Posse, ora solista). Un cantato perfetto per la base musicale del gruppo, un tessuto di chitarre distorte ed echi che cavalcano i generi grunge, stoner, noise e indie, al tempo stesso melodico e disturbato, magnetico e psichedelico. Ognuna delle quattro tracce dell’EP ha una personalità ben definita: si va dalla ritmata “Fat girl on wedges” a “Arkham Tour”, probabilmente il pezzo migliore del disco, alla grintosa “Richhh”, a “Noize”, originale e inafferrabile pezzo di chiusura. Un vero peccato che la qualità della produzione sia tutt’altro che impeccabile. Non ci resta che sperare che il mercato discografico si accorga del talento di questi ragazzi, e gli offra la possibilità di ripresentarsi con un lavoro più curato.
Articolo del
01/08/2008 -
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