|
I loro fans sono già da qualche tempo col fiato sospeso in attesa del nuovo album, che li vedrà alla prova in una formazione quasi completamente stravolta rispetto agli esordi; loro sono i Nameless Crime, power metal band napoletana nata nel 2000 e, nel caso vi fosse sfuggito, vi consigliamo, nell’attesa, di ascoltare il loro precedente lavoro Law And Persecution, uscito per la Powerzone Records nel 2006 e già accolto, così come il precedente debut album, con recensioni molto favorevoli da alcune tra le più autorevoli riviste rock italiane ed internazionali. Un disco che piacerà a chi ha amato, e continuerà ad amare, Iron Maiden, Judas Priest, Metal Church, i Megadeth di Peace Sells...But Who’s Buying?. Il quintetto originario ha subito numerosi cambiamenti, il più recente è l’abbandono del chitarrista Marco Ruggiero, al quale in verità si deve molto del buon valore tecnico di Law And Persecution: è comprensibile, quindi, che l’attesa del nuovo disco sia carica di aspettativa e anche di qualche “ansia” da parte dei sostenitori della band. I punti di forza che sicuramente rimarranno immutati sono l’eclettica vocalità del bravo cantante Fabio Manda e il sound sorprendentemente anni ’80 del gruppo. Loro stessi si proclamano sostenitori della “vecchia scuola”, e dichiarano di seguire poco o nulla la scena contemporanea, preferendo rimanere fedeli a un impianto compositivo decisamente e piacevolmente retrò. Infatti, in Law And Persecution non troverete traccia delle sonorità ammiccanti al glam e all’elettronica che caratterizzano le nuove leve del rock. Le origini dei Nameless Crime sono nel genere thrash/speed metal, ma in questo album la band si discosta dalle furiose galoppate alla Pantera per aprirsi a più morbide e avvolgenti sfumature hard rock. Mr. Stone ne è un ottimo esempio, ha un sound orecchiabile, rotondo e potente. Ma è nella triade formata da Before The Storm, Law And Persecution e Backdraft che i loro dichiarati maestri fanno sentire tutta la loro influenza nei riff infuocati e nei picchi raggiunti dalla voce di Manda, che a tratti ricorda addirittura Bruce Dickinson. Quanto a testi e tematiche, la vena compositiva dei Nameless Crime è camaleontica e spazia dalla vita tentacolare nella metropoli partenopea (Octopus Eye) a Bukowski (Mr. Stone), alla disastrosa eruzione del Vesuvio (Vesuvius LXXIX a.d., epica track di chiusura). Certo, per quanti sono ormai assuefatti allo strapotere di britannici e scandinavi, una power metal band nata sotto il sole di Napoli è quasi un’anomalia; tuttavia i Nameless Crime hanno già dimostrato di poter tenere il passo di collettivi affermati, e di avere carattere, non lasciandosi fagocitare dai trend del momento. Qualcuno li accuserà di rifarsi eccessivamente a un sound “antiquato”: forse non brilleranno per originalità, ma certamente possono far felici i numerosi appassionati e nostalgici di quel grande rock. Non ci resta che aspettare il nuovo lavoro per soddisfare la curiosità.
Articolo del
01/09/2008 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|