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Un primo ascolto che si assapora tutto d'un fiato per poi rimanerne con l'acquolina in bocca, quell'acquolina in bocca dal sapore tanto delicato quanto dolce a cui non puoi resistere, ed ecco immergersi a tratti narcotizzati nel piccolo-grande mondo di Softone, un secondo e un terzo ascolto e la magia è fatta non ne potrai più fare a meno. "The Softone" è il progetto di Giovanni Vicinanza, dopo anni di maturate esperienze, collaborazioni e brani nel cassetto creati nel suo studio privato The Room, sogni e musica che circolavano da tempo tra esibizioni live e partecipazioni a raccolte italiane e non. Un esordio dal formato cd di tutto rispetto a cui ogni traccia deve la sua, in cui tutto dice la sua, dagli arrangiamenti alla scelta testuale, alla scrittura in inglese, alla forma compositiva tanto fluente quanto congeniale. Una intro dal sapore lontano "Hello And Say Goodbye" enfatizzato dalla lunga coda di archi, apertura congeniale per un duetto alla Beatles, voce delicata per Giovanni Vicinanza, marcata a tratti rincuorata dalle calde tonalità del cantautore Faris Nourallah. Sonorità alla Calexico per "The Light", una pedal-steel dall'animo fantasma, un solo di chitarra e una voce femminile di una dolce intensità, sonorità dalle tinte accese che si perdono nelle malinconiche affinità e complicità di "All My Days", un mood che corre, scorre e non può far altro che travolgere. Ma sono ballate come "I'm Not Alone" di cui non puoi far altro che innamorarti, ballate dal sapore tanto genuino quanto incantevole, inserti elettronici di batteria che danzano elegantemente con piano e voce, formula magica dal sapore d'altri tempi con quel pizzico d'attualità così tanto geniale. Ma non finisce qui ed è in "Close Your Eyes" che ne assaporerete la vera anima, chiave di lettura di sentimenti tanto delicati quanto leggeri dipinti da un sensuale gioco di incastri, tromba in sordina, flauto e spazzole sulla batteria, per poi prendere forma in un duetto di voce e piano Rhodes. Un'ultima perla, "Promises", è una malinconica pioggia che porta via con sè i sapori, i colori e le lacrime. Un esordio a cui non manca poesia, quella poesia che per un attimo ti fa chiudere gli occhi lasciando carta bianca ai sogni, quella poesia che ti scalda il cuore lasciandoti quella leggerezza che ti fa sentire viva, quella poesia che sa di genuinità, là dove finiscono le parole ed ha inizio la musica la dove troverete un sorriso e una lacrima.
Articolo del
22/09/2008 -
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