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La pubblicazione di un e.p. come “Cold Cold Earth” denota un approccio diverso rispetto al vostro recente passato. Quale direzione sta prendendo la vostra musica?
Beh, sono passati 4 anni dalla nostra ultima fatica... abbiamo cambiato formazione e cercavamo qualcosa di differente, che non fosse il classico disco stoner... La direzione futura della nostra musica non è prevedibile. Credo che ci faremo ispirare dal momento, credo che manterremo la caratterisitca di comporre canzoni molto lunghe, in verità tutto il nostro nuovo cd (che dura circa 42 minuti) è concepibile come una sola intera canzone con vari movimenti.
Nelle vostre composizioni disegnate scenari lugubri e apocalittici. E’ il destino che ci aspetta o sono solo le tematiche giuste, quasi obbligate, per quanti fanno questo tipo di musica?
Non saprei, quello che scriviamo è piuttosto istintivo e non mediato. Credo che chi faccia questo tipo di musica possa esprimere qualsiasi concetto voglia, dal fare sesso alla descrizione dell’apocalisse, la forma e la sostanza non devono essere necessariamente vincolati. Noi, al contrario di quanto appare, siamo invece piuttosto fiduciosi del futuro, magari un po’ cinici ma tendenzialmente ottimisti.
Crescono le composizioni solo strumentali oppure diventano più lunghi certi passaggi. Forse perché neanche la voce serve più ad esprimere certe sensazioni, a dare testimonianza al malessere?
Come dicevo prima non credo che esprimiamo malessere (leggete i testi scaricabili col disco), i testi vogliono più essere fotografie di momenti particolari, evocazioni di immagini. Il fatto di avere poche parti cantate deriva semplicemente da una scelta stilistica adatta, a nostro parere, per queste determinate composizioni (del resto la title track , brevissima, è solo testo...). Al massimo diciamo che potrebbe essere una reazioni a gruppi come Negramaro o Muse, i cui cantanti, al contrario del nostro, non s’azzittano mai...
Quali erano in passato le vostre radici musicali e - adesso invece - a quali gruppi della scena metal attuale fate riferimento?
Più o meno ascoltiamo di tutto, da Capt. Beefheart ai Khanate e gli Isis passando per i Can e i Lynyrd Skynyrd... difficile dire quali gruppi ci abbiano influenzato di più.. forse i Butthole Surfers e i Black Sabbath.
Spesso il “metal” più recente, quello davvero molto valido, e di origine controllata si accompagna ad una rivisitazione di certo rock progressivo, e da lì sembra trarre nuove risorse. Che ne pensate?
Non so se sono in grado di rispondere, non credo di aver ascoltato molto prog-metal recente, ma se ti riferisci a gruppi come Mastodon sono sicuramente d’accordo, anche se a me personalmente l’approccio troppo tecnico tende a un po’ a lasciarmi freddino, anche se piacciono molto agli altri due membri del gruppo (Ennio ed Emiliano).
Quali sono i luoghi comuni della scena “metal” che più detestate?
Nessuno in particolare, ogni scena, in quanto prodotto della sottocultura giovanile, tende ad avere i suoi stereotipi e lati positivi, tendenzialmente quindi non detestiamo i “luoghi comuni” ma le persone, laddove ci fosse bisogno.
Che cosa fate nella vita, oltre a far parte degli Skywise?
Lavoriamo, cerchiamo di fare le cose che ci piacciono, andare al cinema, leggere un libro... insomma non andiamo nei boschi nelle notti di plenilunio a sacrificare infanti. Siamo brave persone.
Che cosa avete in mente per l’immediato futuro?
Qualche apparizione dal vivo, e lavorare alla promozione di "Cold Cold Earth".
In che cosa risiede il fascino di questa musica? Cosa provate nel suonarla dal vivo?
L’arte in generale è una forma di catarsi per chi la fruisce e per chi la produce. Il rock è una forma estrema d’arte nella quale l’artista, a nostro parere, trascende se stesso per assurgere al divino. Detto questo la verità e che noi suoniamo per spararci le pose e fare i fichi.
Articolo del
23/09/2008 -
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