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I piemontesi Duffy Punk sono tutt’altro che sconosciuti nel vivaio punk-hardcore italiano: alle spalle hanno già un decennio di carriera, tre album, compreso questo Tesi in Attesa, un numero impressionante di esibizioni live in giro per l’Italia e un passaggio negli studi del canale satellitare Rock TV. Abbandonati i ritmi ska del passato, questa volta i Duffy Punk hanno virato decisamente nella direzione dell’hardcore melodico, nello stile dei Punkreas, o dei Pornoriviste, caratterizzato da un’attitudine radio-friendly tutta italiana, che spesso manca alle formazioni d’oltreoceano. Per questo, Tesi in Attesa è un disco che può facilmente conquistare anche chi non apprezza particolarmente la crudezza dei suoni puramente hc. Gli elementi-cardine, certo, ci sono tutti: buona struttura ritmica e melodica, un po’ ripetitiva negli accordi, chitarre distorte, tracce brevi, aggressive e veloci, cantato che sconfina spesso e volentieri nell’urlato, rafforzato ulteriormente dall’uso della doppia voce (per il quale sono stati paragonati ai “vicini di casa” Linea 77). Manca ancora, così come a molti gruppi dello stesso genere, un elemento forte di personalità: è evidente che i Duffy Punk hanno i numeri per trovarlo, e l’ottima e originale title track è la dimostrazione che forse dovrebbero lavorare maggiormente su testi personali e ispirati alla vita reale, in cui sfoderano una vena compositiva di non immediata comprensione, ma tutt’altro che banale. Diciamolo, le tematiche di critica e ribellione al “sistema” sanno ormai decisamente di “già sentito”, e in questo senso i Duffy Punk ricalcano eccessivamente la linea tracciata da tante, troppe band italiane che, per amor di impegno sociale, finiscono per assomigliarsi tutte.
Articolo del
06/10/2008 -
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