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The Record's
Money's On Fire
2008
Autoprodotto
di
Gabriella Stufano
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C'è il rock classico, quello più contaminato ed anticonformista, quello strano al punto da non potersi neanche definire rock, poi ci sono fenomeni come quello dei The Record's che dal rock nascono, ma che poi dal rock stesso si divincolano anche creando contaminazioni che ne fanno un rock meno di nicchia come quello attuale, ma più classico e nei canoni di un'idea che ci riporta volentieri indietro con la mente sino a giungere quasi a quelle trasognate atmosfere musicali beatlesiane da fanciulle urlanti e delirio inevitabile. Questi The Record's sembrano essere deliranti per davvero, precisando un'energica grinta che si riconferma attraverso giri che funzionano e che vengono abilmente ammorbiditi e condotti con andamento incalzante e ben saldo dai musicisti stessi, esprimendo grande tecnica e capacità seducenti. Ho trovato tutti i pezzi di quest'album davvero un gran bel pugno alla noia, un invito a divertirsi in virtù di un sano rock finalmente privo di quegli attuali e troppo forzati giochi elettronici e sonori di cui ci siamo un po' stancati. A volte è la naturalezza della musica a spiazzare, per la genuinità della sua essenza, la brillante personalità dei suoi schemi da rompere, ed ecco che si creano in questo modo realtà giovani e potenti come i The Record's. Giovani perchè lo sono, potenti perchè proprio da quella giovinezza musicale nasce quello sprint in grado d'andare oltre, a divenire più di massa, crescendo ed arrivando ad essere apprezzato anche dal pubblico più amante del rock, quello più difficile da convincere. Uno può anche non far caso alle parole e all'espressione, ascoltarlo con attenzione o con esagerata spensieratezza: in qualunque caso ne esce sempre fuori questa carica vitale che d'accordo, potrà anche annegare negli stessi modelli musicali, in riff talvolta simili e già sentiti, sì, ma allora? Si tratta indubbiamente di uno dei rari gruppi in Italia in grado di riproporre gli stessi sistemi in modo così pulito, fermo e convincente - forse fin troppo. E poi, una volta acquisite la totale determinazione ed esperienza, con lo stesso talento saranno magari proprio loro a dettar nuovi sistemi musicali da cui prender spunto. Basta con i pregiudizi e i nostalgici fans del rock diffidenti, diamo al talento modo e tempo di emergere e farsi strada attraverso le proprie influenze e contaminazioni artistiche. Fresca e rigenerante realtà musicale. Bello, bello bello.
Articolo del
27/10/2008 -
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