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Gurubanana
Gurubanana
2008
Macaco Records/Pocket Heaven/Audioglobe
di
Marco Jeannin
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Gurubana è un progetto nato dall’incontro tra due personalità provenienti da aree diverse di un medesimo mondo. I due sono Andrea Fusari e Giovanni Ferrario. Il primo, dopo una lunga esperienza radiofonica, decide di mettere le mani nella cosiddetta pasta, passando dalla parte opposta della barricata. La pasta, per così dire, la mette il secondo, Giovanni Ferrario, già membro fondatore dei Micevice e collaboratore per mezza Italia musicale, da Cristina Donà a Morgan. Risultato di questa fusione è appunto Gurubanana, un album d’esordio che nasce già maturo. Quattordici tracce variopinte e molto interessanti, sia nei testi che per quanto riguarda musica ed arrangiamenti. Sarà che Ferrario non può essere definito un esordiente, sarà per la vena particolarmente ispirata, a conti fatti quello che ci si ritrova per le mani è un disco di indubbia qualità, che necessita di un attimo di assimilazione, nonostante non sia particolarmente sperimentale o chicchessia. Il campo di gioco è l’ambiente indie contaminato (poco) da reminiscenze alternative e (molto) dai gloriosi sixties, nella fattispecie dai Beach Boys ai Velvet Underground. Sentire pezzi come Martin, Bucky Bucky (il più velvetundergroundiano in assoluto), G.B. Lost His Mind o Floor per credere. Shoop, Neighbour e Like Never Before invece ricordano da vicino gli ultimi dEUS e fanno da contrappunto alla vena più vintage del duo. E’ questo dualismo che rende interessante l’ascolto, figlio probabilmente delle varie esperienze accumulate dalla premiata ditta Fusari-Ferrario. La mancanza di una Hit da alta rotazione probabilmente è più un pregio che un difetto, ed è questo il motivo principale per cui il disco va ascoltato più di una volta. Se al primo ascolto la tentazione è quella di collocare il tutto sotto la voce “discreto”, lasciar fermentare il tutto mette in risalto le trame melodiche e la buona componente creativa, legata più a modelli internazionali che alla musica di casa nostra. Forse non è una novità, ma rimane in ogni caso buonissima musica, e questo è più che sufficiente.
Articolo del
28/10/2008 -
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