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Bioscrape
AlienHate
2008
Autoprodotto
di
Arianna Mossali
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E’ dedicato a tutti coloro che amano il “grande” metal, ma non disdegnano la sperimentazione, questo secondo EP autoprodotto dei piemontesi Bioscrape. Nati nel 2006 dalle ceneri di precedenti progetti crossover e black metal, nel 2007 conquistano la piazza d’onore al concorso musicale That’s Life (unica band metal/alternative ad arrivare in finale) e di lì a poco pubblicano un primo EP che riceve buone critiche anche a livello europeo. “AlienHate”, il nuovo lavoro, è composto da quattro pezzi senza respiro in cui è possibile individuare numerosi tasselli: si va dal crossover al nu metal, dal groove all’industrial, con inserti elettronici a fare da filo conduttore e garantire la coerenza tra le tracce. L’affiatamento tra i membri del gruppo si percepisce in particolare dal fatto che ciascuno apporta alla band il proprio contributo, in termini di background musicale, senza che emerga una figura o un genere predominante, in grado di “oscurare” gli altri. La tecnica è convincente: i Bioscrape riprendono uno schema classico del melodic death metal e lo interpretano a modo loro; così la voce di Sandro - sostenuta dall’irresistibile sezione ritmica di Marco e Vittorio e dagli accordi nevrotici affidati a Federico - gioca su strofe urlate e rabbiose, alla Slipknot, cui si alternano ritornelli in questo caso non melodici, ma piuttosto ispirati a ipnotici refrain elettronici. L’effetto è quello di un metal moderno, sulle tracce di Machine Head e Fear Factory oltre che dei già citati Slipknot. Nonostante questa varietà di sfaccettature, l’impressione generale è che anche i Bioscrape (a conferma di un malessere endemico a livello di giovani band emergenti) non siano riusciti, per il momento, a sperimentare con decisione nella loro musica; i brani risentono di un’eccessiva somiglianza tra di loro, e l’attaccamento allo schema di partenza, sicuramente perdonabile in un lavoro breve e tirato come AlienHate, può essere una debolezza sulle lunghe distanze. Sarebbe interessante vedere i quattro ragazzi biellesi alla prova con un full length, per vedere su quali altri binari potrebbero sviluppare la loro musica.
Articolo del
04/12/2008 -
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