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Album ironico e divertente, pensato, scritto ed interpretato da un duo, quello dei Piet Mondrian, originario della Toscana, e composto da Michele Baldini, chitarra e voce, e da Caterina Polidori, voce e batteria, due musicisti emergenti, che pongono un effettivo rimedio alla povertà dei mezzi a loro disposizione grazie ad una invidiabile ricchezza di idee. Si tratta di un “indie rock” minimale ma denso di citazioni, con delle liriche semplici, ma efficaci, che usa l’ironia come arma lucida e tagliente attraverso la quale passare in rassegna tutti gli aspetti meno rassicuranti della realtà in cui viviamo. Non mancano i richiami a figure già conosciute della scena rock attuale, ai White Stripes, per esempio, per quel loro modo di sovrapporre strumenti e voci, ai Velvet Underground di John Cale e di Lou Reed, per quella loro voglia di sperimentare, alla figura di Fabrizio De Andrè, per le liriche così aspre e così dure, al primo punk del 1977, per quella carica ribelle che anima ogni loro brano, al “dark sound” dei Cure, per quei brani carichi di atmosfera che compaiono su un album registrato all’insegna del “fai da te”, un disco in apparenza senza pretese, ma che costituisce una sorpresa davvero piacevole per chi ascolta. Da seguire con attenzione in caso di ulteriori iniziative.
Articolo del
12/01/2009 -
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