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Dopo il loro album omologo sono di nuovo qui a recensire un'opera degli oginoknaus, sono passati solo due mesi dall'ultima recensione , ma in quel caso si parlava di un cd del 2004 ed ora si tratta l'ultima fatica della band di Senigallia. Per chi non conoscesse la band marchigiana non si può solo dire che essi siano un gruppo indie ed emergente, si deve soprattutto dire che gli oginoknaus sono una band significativa dell'underground italiano, che all'interno della loro musica si può trovare un grande insieme di influenze e che il loro carattere musicale, che non ama essere classificato (perché troppo amante delle sperimentazioni e della ricerca di diversi stili), è il simbolo stesso dell'anima indie-rock e che per tanto è uno dei migliori spot per la musica underground in Italia. Il loro suono e la verve sono uniche e particolari, ambasciatrici di una musica che vuole andare oltre i soliti schemi, cercando di non essere catalogata, ma facendo questo in maniera quasi inconsapevole ed esprimendo tutta la naturalezza delle spirito libero delle proprie sonorità. Qualcuno ha già detto che, così come si presenta, il cd è più adatto al mercato estero, dato che le sonorità che racchiude sono ancora lontane dall'attecchire in maniera importante qui in Italia. L'album è stato prodotto dal famoso Rob Ellis (che ha lavorato già con Marlene Kuntz, Placebo e P.J. Harvey), masterizzato a Chicago da Bob Weston (bassista statunitense dei Mission Of Burma, ma soprattutto produttore discografico, con una propria casa di masterizzazione a Chicago; tra le altre cose, collaborò alla realizzazione di “In Utero” dei Nirvana). Nuclearcunt è evoluzione degli oginoknaus verso un suono più wave, è evoluzione degli oginoknaus verso un genere più grunge/rock, è ritorno verso ritmi indie più pacati e malinconici. E’ un insieme di svariate influenze e stili, ben amalgamati e uniti in un'opera che si presenta come una bomba musicale pronta ad esplodere e a lanciare ancora più lontano la band marchigiana, ora come ora, uno dei gruppi indie più interessanti del panorama italiano e non solo. In Nuclearcunt ci si può imbattere solo con felicità in “City Waves”, primo dei dieci brani che trascina l'ascoltatore in un vortice che è solo l'inizio del piacevole viaggio all'interno del Cd. L’inizio ha un ritmo molto noise e decadente che porta lo stato dell'ascoltatore verso una leggera atmosfera di tristezza ed abbandono, il ritmo è martellante e la batteria e il basso ci danno dentro in questo senso, mentre la chitarra elettrica si contrappone con interessanti riff conferendo un suono ipnotizzante all'atmosfera della canzone. Tanto che il ritornello “no escape from the city waves”, suona come una minaccia che ben si sposa con la situazione in cui ci pone la canzone stessa. Più energica, invece appare la seconda canzone, “Breakdance”, intesa come danza di rottura, dove si comprende chiaramente l'intento di spezzare le ossa a qualcuno; probabile metafora, che però ci fornisce l'occasione di sentire un gran bel pezzo rock, condito, verso il finale da un suono di tromba. C'è un bel balzo tra i due brani per quanto riguarda il ritmo, ed è assai importante perché lancia un messaggio interessante già dal primo ascolto per poi comprendere il senso di tutta l'opera. Breakdance è una canzone rock, con tanto di influenze noise, e con un ritmo finale ostinatamente incalzante e fortemente ripetitivo che ben si sposa con l'intento d'ipnotizzare l'ascoltatore. La terza canzone è “Fruit.With Sugar on Fire”, che sembra ricordare nelle sonorità “Fucking Summer” dell'album precedente, ma qui ci troviamo una verve più indie che ci introduce alla quella successiva “Tasting Fun”, che sembra il suo perfetto completamento con sonorità lente e decadenti, deprimenti, profonde ma splendide. Questa parentesi totalmente indie è un ottimo modo per fare quello che di più piace agli oginoknaus, ossia sperimentare e mescolare gli stili, proporre derivazioni musicali proprie e dare all'ascoltare pochissimi punti di riferimento, facendo in modo che ogni pezzo lasci una certa curiosità per spingerlo a comprendere e conoscere. Per cui lasciata la parte indie ci spostiamo verso “Lovely Day”, da dove un corrispondente italiano della BBC, oginoknaus, ci introduce in un rock intenso e dalle sonorità un po' grunge, la chitarra si sbizzarrisce ed il ritmo diventa frenetico anche per la batteria ed il basso. Una canzone intensa e trascinante seguita da una più malinconica “Rainbow Drive”, la preferita del sottoscritto, che ricorda sonorità passate, tra David Bowie e Nick Cave, ma si attacca a nuove musicalità post punk e post rock alla Interpol, con una vena romantica e malinconica, dove il ripetuto “I wonna wake up with you” la rende ancora più bella e dolce nella sua pur elettronica durezza. Da scoprire, all'interno del brano una parte eseguita con la fisarmonica, dallo stesso Rob Ellis. Esplorando l'album ci imbattiamo nel punk e nel rock di “Ten Dollar Ride”, una corsa da dieci dollari molto trascinante al limite tra rock, punk e grunge, che passa veloce e graffiante. Bella è anche “Sexually Confused”, molto post rock, mentre “Are You Ok” ci porta a riascoltare i Kraftwerk, il ritmo quasi assolutista, ci ricorda da subito le atmosfere della band tedesca, e l'elettronica del pezzo si accordano perfettamente con il ritornello di questo brano che è “you got poison”, veleno che poi verrà richiesto con insistenza alla fine dello stesso. Infine chiudiamo con la decima e fantastica “Hand Man” composizione molto cupa e inquietante, che ha la distinta prerogativa di mantenersi sui toni angosciosi per tutta la sua durata, con assolo di chitarra che stridono l'aria per poi ributtarsi all'interno della precedente atmosfera tetra. Il disco degli oginoknaus è stupendo e frutto di uno splendido lavoro. E lo stesso gruppo dimostra grandissima maturità musicale in questo album. Un occasione da non perdere se si vuole conoscere da vicino la scena indie ed underground italiana.
Articolo del
25/11/2008 -
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