|
Dalla Puglia arrivano i Mama Roots, precisamente da Brindisi, ambasciatori di un reggae che nella regione più a ovest d’Italia ha ormai una scuola ben consolidata. “Città di Uomini” è il loro terzo lavoro, dal sapore molto sociale, ma soprattutto dal sapore Salentino. Questa è l’occasione per conoscere il loro sound che prende ispirazione dalla celeberrima corrente giamaicana degli anni 60/70, e che concentra in se stesso lo stile roots, il rock, il reggae e venature di Ska e rock steady, a anche influenze di Black music e jazz. Essendo il terzo album della band, esso è preceduto dalla storia del gruppo, dai suoi esordi e dalle sue prime esperienze. E’un insieme di brani sostanzialmente inediti, raccolti e proposti tutti insieme dopo un lungo periodo che ha visto i Mama Roots esibirsi in numerosi eventi live, partecipare a festival e manifestazioni musicali ed incidere due album, senza dimenticare la presenza dei loro brani in alcune compilation. Infatti, dal 2000, dopo aver consolidato la loro formazione, i nostri cominciano la loro avventura: Su “Reggae Festival” (Compilation di Reggae italiano), esce, nello stesso anno, il loro brano “Ricorda Sempre”; Nel 2001 esce il loro primo disco, ovvero “Difendo Ideali”, prodotto da SgS (Sud Gestioni Sonore, etichetta indipendente) & Mama Roots. A seguito di questo album, il gruppo partecipa a numerosi festival, tra cui il “Sikula Reggae Festival”. Nel 2002 partecipano a manifestazioni quali il Tim Tour ed il Rototomsunsplash (festival di gruppi emergenti), alla fine dell’anno saranno tra i gruppi vincitori del primo “Italian Reggae Contest”. Il loro secondo album esce nel 2003, si chiama “La Voce Di Chi”, distribuito da One Love e sempre prodotto da SgS e Mama Roots, che segna un progresso stilistico della band e la partecipazione di Shanti Kranty (degli Original Suoni Mudù) . In seguito all’album seguiranno esibizioni in manifestazioni importanti come l’Alterfest 03. Dal 2005 al 2006 si moltiplicano le partecipazioni alle compilation ed ai festival, “Dancehall Studio” viene pubblicato uno speciale su di loro, e dopo aver partecipato, ed essere arrivati in finale, al concorso “Voci per la libertà ‘05”, vengono inclusi nell’omonima compilation, distribuita dalla rivista Rock Star, i brani Bandiere Arcobaleno e Che Gioia (poi inclusi nell’album “Città di Uomini”), il secondo brano sarà presente anche nella compilation “SUM ‘06” (prodotta dai collettivi e dalle associazioni dell’Università di Lecce). Città di Uomini è tutta questa storia e quest’esperienza concentrata in 12 canzoni, per cui fare un po’ di storia dei Mama Roots era necessario, pubblicato sempre da SgS e Mama Roots, registrato tra il Kasale Studio di Roma, il Trullo di Serranova (BR) ed il Pure Rock Studio di Brindisi. In questo bell’album è necessario mettere in evidenza la prima song, omonima dell’album, ossia “Città di Uomini” che ci introduce al tema sociale dell’Album, sonorità pulita e tipica del Reggae italiano, parla dell’inquinamento, della violenza sociale e delle altre infamie portate in opera dall’uomo. Da citare anche, e soprattutto, canzoni come: “Che Gioia” che invita all’allegria, un componimento tipicamente reggae, capace di muovere al divertimento fisico (danza) e spirituale (gioia) come solo questa musica caraibica sa fare e allo stesso tempo si propone come manifesto della musica del gruppo, con delle sonorità che sono l’espressione stessa della loro vena artistica. ”Bandiere Arcobaleno” (che, come già detto, insieme a Che Gioia ha partecipato a precedenti compilation importanti), coi suoi cori femminili inseriti in un ritmo di stampo quasi unicamente giamaicano, il reggae pacifista di questa canzone. ”L’unica Strada”, canzone impostata contro la politica oppressiva, in nome dell’amore, unica alternativa all’ipocrisia, suono che ricorda in qualche passo Giuliano Palma e gli Africa Unite; ”Scrivere di Te” interessante canzone dal punto di vista stilistico, che tocca generi quali il jazz e il rock, con un interessante inizio che sembra, addirittura, richiamare qualche pezzo dei Tiromancino, tutto condito in uno stile interessante (complimenti.); ”Come To Conquer”, una delle canzoni più belle del cd, che porta in evidenza le tendenze soul e jazz della band, fondendole con un tocco di gospel. Nelle canzoni dei Mama Roots sono molto importanti la natura e l’impegno sociale, punti centrali del movimento reggae e questo lo si capisce sin dalla prima canzone, ed in particolare da tutta la loro produzione musicale.
Articolo del
11/02/2009 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|