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Gli Angercore nascono a Torino nel 2003, i membri del gruppo hanno alle spalle un background prevalentemente hardcore. Ci si potrebbe aspettare, quindi, un progetto di tipo alternative-elettronico, sulla scia di gruppi come Subsonica e Linea 77. Invece, gli Angercore hanno scelto un rock moderno, dalle molteplici influenze, accompagnato da un’impeccabile produzione (opera di Alan Douches, già produttore dei Dillinger Escape Plan, un nome una garanzia…), con tanto di contenuti extra e artwork pulito ed essenziale. “Time reveals” si rivolge alla nuova generazione di ascoltatori del rock, in cerca di liriche complesse e melodie dalla presa immediata. In effetti “Time reveals” scorre via in modo decisamente piacevole, ma senza lasciare emozioni indelebili. Le canzoni entrano in testa facilmente, ma gli spigoli un po’ troppo smussati lo rendono complessivamente un po’ asettico. Le citazioni sono numerosissime: si va dal punk-rock (il refrain ultra-catchy di Two as one) alla ballad acustica (Ocean, The end) e dall’emo a accenni di sfuriate quasi metalcore (notevole For a While e soprattutto Fake Transmission, autentica dimostrazione di talento e tecnica). Il tutto, non c’è che dire, è ben congegnato e amalgamato. Sorprendentemente, la band unisce a sostanza rock ed elementi di originalità, una decisa vocazione pop, caratteristica che li avvicina, stilisticamente, a gruppi come 30 Seconds to Mars, Lostprophets, ma anche (nei frequenti momenti emo-core) AFI, Thursday e Thrice. Considerato il respiro internazionale della band, che è conosciuta all’estero e ha ottenuto passaggi radiofonici in Belgio e Olanda, questo può essere positivo; ma un po’ di sana cattiveria in più e quel poco di “sporcizia” nei brani che fa tanto heavy, potrebbero fare degli Angercore una delle band più interessanti del nuovo rock italiano.
Articolo del
11/02/2009 -
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