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Bravi! Bello. Capitano pochi casi in cui un EP è veramente bello, questo è uno di quelli. Questo trio delle meraviglie ci da dentro alla grande, e in cinque tracce accumulano un energia atomica sparandola a palla, scuotendoti dall'inizio alla fine. Dall'unione i tre musicisti provenienti da band già affermate (Koiné, Deh e The juggernauts) nasce Triobrio Deluxeprogetto indie-rock niente male, da Ferrara si apre uno scorcio sulla quotidianità lacerante ed irriverente, che diverte ed entusiasma subito. Si parte con ”Vado” via che ricorda vagamente un'atmosfera alla Clash, la si ascolterebbe volentieri correndo a perdifiato per tutta la città e mentre la chitarra non ti da tregua e il ritmo cavalca impazzito alle tue spalle facendoti balzare in aria a pugni chiusi contro tutto e tutti. Un'energia incredibile racchiusa i quattro minuti che si sprigiona lungo tutti i pori della pelle. ”Incantevoli” è la traccia con cui prenderesti a pugni il mondo, un lungo sfogo tagliente nelle sue parti sfumate, come il resto delle tracce, non è per nulla pretenziosa, ma tosta e grintosa superando i luoghi comuni che dominano il genere ti tiene incollato ad ogni nota sorprendendoti con intuizioni al limite. Poi accade, la magia confluisce in un unico pezzo, il più bello e delirante: ”Per la strada”, senza nulla togliere alle altre tracce, ma da solo questo pezzo vale l'intero EP, formidabile, arrabbiato, se siete di quelli che alle prime luci cercano la scintilla da cavalcare per tutta la giornata, questo è il pezzo che fa per voi. I "colpetti" di elettronica favoriscono l'evolversi della canzone che sembra trasmessa da un megafono, con un inizio acustico preludio della "rivolta gentile" che via via incalza, e ti scopri a saltellare per la stanza rapito dalla voglia di buttare tutto fuori. La vena dance continua a reclamare battiti e ritmo Ta Ta Tara (non cela faccio) è la dose giusta di adrenalina, che rimbalza da una cassa all'altra, un treno che sfreccia impazzito verso il cambiamento a suon di schitarrate. A rendere efficace il sound dei Triobrio è l'uso strumentale che fanno dei cori, una sezione aggiunta che restituisce freschezza e rabbia in ogni brano, esaltandolo e rendendo ogni atto unico e irripetibile. ”May day” è forse la voce fuori dal coro, la sorpresa finale, il pezzo che non ti aspetti a chiusura; bello tosto con il suo muro sonoro e una semplicità godibilissima che del resto caratterizza l'intero EP. Complimenti ai Triobrio Deluxe, che con questo assaggio ravvivano la fiamma del rock e coltivano le speranze di una musica italiana libera dai soliti luoghi comuni.
Articolo del
19/03/2009 -
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