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Una cover-art cartonata, davvero bella ad opera della Black Widow, raffigurante le tre caravelle di Colombo, è il biglietto da visita de “Il Cerchio D’oro”. L’intro molto suggestiva, “Overture” ricca di tastiere gonfie, richiama atmosfere delicate ma intense, seguite dal primo vero brano, “Sognando La Metà”. Il leit motiv di questo concepì è quello che potremmo definire il “Viaggio” per antonomasia. Questa band, in circolazione sin dal 1974, aveva prodotto qualche singolo e un album nel 2005 a metà strada fra cover e composizioni originali. Oggi, a distanza di tre decadi dalla fulgida estate del prog italiano, la band propone una personale visione del leggendario viaggio. “Colombo” segue rotte tracciate dai King Crimson ricordando nei riff un brano dei Rainbow, ma è solo un attimo. Il brano si muove attraverso le linee di un buon prog, d’annata. Fulgide tastiere cesellano interessanti intrecci di note. Fugando ogni dubbio possiamo affermare che lo spessore di questo disco è da ricercarsi nelle ottime capacità tecniche di ogni singolo componente. Attenzione però non si tratta di mera tecnica fine a sé stessa. Ciò che non convince però è l’uso delle voci e dei testi a volte “minori” rispetto alla bellezza delle trame musicali. Provate a immergervi in “I Tre Marinai”, la sua chitarra acustica, avvolta dal suono del mare, vi trasporterà su un oceano leggermente increspato da una brezza leggera che accarezza il viso. Le Orme sono dietro l’angolo ma non ingombrano, i Pink Floyd aleggiano sopra “Il Cerchio D’oro” senza oscurarne la luce. Uno degli highlights assoluti dell’intero album è senza ombra di dubbio “Il Silenzio Rumoroso Del Mare”; ecco affiorare le prime incertezze, una stanchezza mentale dovuta ad un viaggio estenuante, l’insofferenza di Colombo resa appieno dagli strumenti che si inseguono in caleidoscopico vortice di note. Il crescendo ansiogeno del piano in “Tre Giorni (L'Ammutinamento)”, seguito da chitarre dure, è sintomo di guai, i marinai sono stanchi e si ammutinano. Ma arriva la terra a placare gli animi, “Tierra Tierra” scorre sulle note di una chitarra in pieno stile gilmouriano. Il disco si conclude sulle sognanti note di “Cercando l'Approdo”. Un ulteriore chicca finale, posta come sigillo, sono due singoli che risalgono agli albori della band.
Tracklist 01. Ouverture 02. Sognando La Meta 03. Colombo 04. I Tre Marinai 05. Ieri, Oggi, Ancora Niente 06. Il Silenzio Rumoroso Del Mare 07. Preghiera Al Vento 08. Tre Giorni (L'Ammutinamento) 09. Tierra ! Tierra ! 10. Cercando l'Approdo 11. Conclusione (Il Ritorno)
Articolo del
07/04/2009 -
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