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Nuumak
Shout
2007
Autoprodotto
di
Arianna Mossali
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Première notevole per i Nuumak, band viterbese nata nel 2004 da un’iniziativa del cantante Manolo Deiana. Nel corso della loro pur non lunghissima carriera, i Nuumak hanno tenuto alta la bandiera nazionale all’Astoria, mitico club londinese, dove si sono aggiudicati un importante global contest rock ricevendo apprezzamenti e critiche positive anche dalla stampa specializzata estera. Nel loro promo Shout, i Nuumak mettono così a frutto l’esperienza maturata, oltre ad innegabili doti tecniche e compositive. La matrice originaria dei brani contenuti in Shout si può rintracciare in vari sottogeneri del metal: in particolare nel nu metal, corrente che ha conosciuto la popolarità a inizio millennio grazie ai Linkin Park, anche se si può tranquillamente affermare che con i Nuumak siamo un gradino più su a livello di caratura tecnica. Spiccano anche certi echi trash-groove alla Pantera, la cui aggressività è però mitigata da rimarchevoli inserti di rock melodico e dark, che rendono l’album “digeribile” anche a quanti non siano consumatori abituali di metallo. Ciononostante, i brani non perdono mordente, grazie a maestosi riff di chitarra e alla grande voce di Deiana, spesso in screaming. Shout in generale è costruito su una base ritmica sempre molto solida; la chitarra solista passa in secondo piano, per ridiventare protagonista solo nei passaggi, più melodici, di collegamento. Si discosta un po’ da questo schema la seconda track Embrace, leggermente più acustica; mentre gli ascoltatori dai gusti più estremi apprezzeranno particolarmente la bella e potente Slave. E’ un album che colpisce positivamente sin dal primo ascolto, per tecnica e carattere: questo genere di metal in Italia è ancora poco esplorato, e i nostri Nuumak potrebbero svilupparlo in modo interessante; ma dovranno stare molto attenti a mantenere la propria originalità, perché purtroppo, nel nu metal e derivati, banalizzazione e commercializzazione sono sempre dietro l’angolo.
Articolo del
27/03/2009 -
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