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Oliver Mann
The Possum Wakes at Night
2009
Preservation/Inertia
di
Sara Bracco
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Il tempo sembra scorrere più lentamente a tratti prendersi spazio, congelato nelle ambrate vocalità del cantautore australiano Oliver Mann, congedato alla lentezza, al contrario ammessa nelle saggezze di sfumatura quelle più reali e vibranti che l’artista dispone ai fugaci duetti acustici. C’è tanto ancora da scoprire dietro quel semplice giro di chitarra, c’è un uomo che racconta dei suoi amori per Schubert, narrandolo con la poetica prossima al Nick Cave portandosi appresso le liriche più austere di un baritono e le affinità migliori, più care alla poetica Antonyana ma, lasciandole sognare e vagare tra melodie ed incantate accortezze composite. Non è più questione di forma canzone qui ma di sensibilità, umori d’inesplorata contemporaneità a calcare e a rendere immediate il potere di una musica cosiddetta leggera, che acquista nelle mani del cantautore i poteri più agrodolci, intensi ed eclettici. Folgoranti gli arpeggi Diamonds N Silver, le sospensioni in armonica e corde di By The Rock I Roll, gli intervalli in clavicembalo di Australian Gothic (Canon) , le lacrime metalliche e le incise derive d’ elettrica di Sun Shines On o gli ensemble vocali liberati all’improvvisazione Canon: Carefully, Quietly. Sentieri raccolti che prendono forma e recuperano spazio nelle liberate orchestrazioni di Hells Bells (I, II, III) in cui lasciare correre ogni pensiero, ogni anima strumentale ed ogni temporale variazione emotiva, concordata in tre parti ma modellata con estrema armonia ed unione, eterea viscerale ed eclettica quanto basta da non perdersi ma acquistare dolcezza nelle pennellate di Evie o nelle punteggiate sigle di vibrafono Slow Dancing. Un mondo a parte per The Possum Wakes at Night dove poche cose vi inganneranno ma con semplicità sussurreranno di quei tesori nascosti. Questioni d’autore devote al blues e al cantautorato, incuriosite dalla sperimentazione più raffinata e trasportate mai troppo oltre quel malinconico confine di cupo romanticismo.
Articolo del
15/05/2009 -
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