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Il bello di recensire un disco o un libro è proprio provare, per quanto è possibile, ad estrapolarne le emozioni, le sensazioni, da quelle più vere e vive a quelle più nascoste, scovare, trovarle analizzarle, immergersi dentro, in qualcosa di non tuo ma che ti viene in qualche modo prestato e cercare di raccontarle a qualcuno che sta dall’altra parte che non le conosce e dargli quelle piccole dritte, quel panorama generale di quell’emozione, disco o libro che sia … La musica, qualunque esse sia, è emozione propria, sensazione propria … Si può davvero descrivere un’emozione? In questo caso non è affatto facile. Non è facile descrivere infatti, tutte quelle piccole cose che vanno a comporre un disco come questo di Lorenzo Lambiase, che presentiamo qui. La Cena. Un disco tutt’altro che standard ma è il genere di musica che ne comporta la complessità. Psichedelico a tutti gli effetti: suoni lontani, grida liberatorie, “bip bip” alla Star Trek, suoni computerizzati, altri angoscianti come clacson lontani o sirene, caos, frasi spezzate, metà voce, metà urla lontane, ogni genere di strumento sperimenta ogni stranezza, pianoforte, batterie … ma sono soprattutto le corde (anche dei violini) che distolgono e modellano le note fino a renderle fluttuanti e tremule come un immagine in sogno … voce bassa, che quasi sussurra, ma perfetta quella di Lorenzo Lambiase (autore di tutte le 11 tracce), capace di dare quella giusta scossa di brivido che da quell’atmosfera, che oseremo dire fredda e quasi spettrale. Il primo disco della carriera di questo giovane cantante romano, classe 1980, un percorso nato nel 2004 che giunge qui alla sua celebrazione ufficiale. Un disco introspettivo, che racconta molto dell’autore stesso un po di qua e un po di la, fra Le Luci Del Metrò e Il Viaggio alla ricerca di se stesso. Certo, prendere il booklet in mano, vedere le immagini e leggere i testi da un’idea completamente diversa dalla realtà del disco, ma sicuramente, una volta ascoltato contribuisce a dare quel senso solo apparentemente, “angoscioso”. La copertina stessa, fotografia della canzone La Cena, la più lunga della track list, con il disegno di una tavola apparecchiata accompagnata dal testo della canzone, giungendo alla fine, è una sorta di “ultima cena” prima di chissà che cosa!! Ad alcuni potrebbe ricordare il film Una Cena Quasi Perfetta, ma per chi conosce il film … tranquilli, è solo una sensazione. Un po contorto in alcuni punti, a tratti prova ad essere romantico con la brevissima Noi o Ricordi che segna il testo più bello e poetico, in altri, come in L’ultimo Colpo, socialmente impegnato denuncia l’ipocrisia e la nostalgia del ’68 … fare fuori il mondo o fare fuori se stessi? Questo è il dilemma. Ideale per gli amanti del genere ma anche bello da ascoltare per coloro a cui piace esplorare la musica. Qua troverete pane per i vostri denti ... accomodatevi a tavola e lasciatevi conquistare dalle pietanze, ma attenti ad ogni boccone!
Articolo del
02/07/2009 -
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