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Nicker Hill Orchestra
All Different Deaths…And Rebirths
2009
In the Bottle Records
di
Giuseppe Celano
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Ancora post-rock vi chiederete? Si e perché no? I Nicker Hill Orchestra sanno come suonarlo, non appaiono spocchiosi, ma sopratutto non rompono con infiniti giri come molte altre band che, nel confronto con questo genere, cadono inevitabilmente nella sindrome dell’involtino che si avvita su sé stesso. “All Different Deaths…And Rebirths” è un bel disco, intenso e malinconico. I brani sono solo cinque ma il minutaggio si avvicina a quello del full-length. Mogway e Giardini Di Mirò sono dietro l’angolo, ma i nostri sanno come gestire la cosa tirando in ballo anche alcune parti fluide e riempitive di band più potenti come gli Isis, epurati della loro carica tellurica, “Sailor”. Le chitarre si inseguono su dune color cobalto, il ritmo è lento e trascinante, l’intensità delle onde cerebrali della band si allinea con quello dell’ascoltatore preso a seguire l’andamento sinusoidale delle composizioni, veramente ben strutturate. Il songwriting dosa forza e delicatezza, colpisce e si ritrae, poi muta pelle diventando magma oscuro e ipnotico. “Red”, infatti, è mostruosa creatura dall’andamento para-sabbatiano, capace di rapire ogni singolo neurone durante l’ascolto. Non da meno è “Shit You” dotata di carica devastante, le chitarre sono sporche, le parole poche e reiterate come una nenia sciamanica. Anche in questo un grande pezzo e la prova di chi sa manipolare con classe la materia post-rock. Erano anni che non sentivo roba cosi. Fatelo vostro!!
Tracklist 01. Say Goodbye, I’ll Never See You Again 02. Sailor 03. Red 04. Shit You! 05. Vortex
Articolo del
22/07/2009 -
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