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Il 9 Gennaio di questo 2009 mi arriva una mail in cui due sconosciuti mi si presentano come Smania Uagliuns: hanno avuto il mio contatto da Mace, che ha mixato il loro disco, e vogliono spedirmelo per avere una recensione..in attesa del CD, che arriverà per posta, mi spediscono subito i pezzi via web. Mace non è un cretino e tanto meno un perditempo: ascoltiamo questi pezzi! Metto il disco nel portatile e la mandibola mi va giù come nei cartoni animati...
Signore e signori, dalla metropoli di Agromonte, provincia di Potenza, regione Basilicata, arriva una manata in faccia di beat electro-funk condita con schiaffoni di elettronica grezza, sintetizzatori primi anni ’80 e attitudine fresca e dissacrante. Il produttore ed MC Enz The Agronomist e l’MC Cynar U Shkash se ne escono con un disco fuori dal tempo che suona attualissimo anche se pesca a piene mani dal passato dell’hip hop e dell’elettronica più psichedelica. “Rural Chic Revolution” è un disco che farà la felicità di chi si sente orfano del funk più funkettone, dell’electro più primordiale e dello spirito più ludico e giocoso dell’hip hop old school (ma old davvero!). Per gradire, poi, troviamo gli interventi di vari musicisti che arricchiscono il mix con parti suonate di tromba, piano, chitarra ed altri strumenti che conferiscono un tocco sorprendentemente jazz all’insieme. Musicalmente questo lavoro suona come una poderosa miscela tra il primo Afrika Bambaataa, Kurtis Mantronik, l’Herbie Hancock più funkytronico ed un sacco di altra musica, anche trash, che ha segnato a fuoco il periodo a cavallo tra anni ’70 e ’80. Il lavoro di The Agronomist alla produzione è veramente notevole sia per visionarietà che per fantasia: un’esplosione di creatività che lascia sbalorditi e piacevolmente sorpresi. Al microfono i due sono divertenti e divertiti, sproloquiano un po’ su tutto e un po’ su niente ma nel farlo dimostrano intelligenza, ironia ed uno humor abbastanza contagioso: fantastico, ad esempio, come prendono per il culo i luoghi comuni più beceri di certo immaginario street-gangsta (“spingiamo al limite il trattore, stracarico di troie, vecchie, racchie...”). Costante, comunque, una vena nonsense che si districa tra giochi di parole, doppi sensi e riferimenti ad una quotidianità piuttosto stralunata e psichedelicamente deformata. Il paragone con l’ultimo Dargen D’Amico, con le debite differenze, viene da sé sia per il suono che per l’attitudine.
“Rural Chic Revolution” è già nella lista dei miei 10 dischi italiani preferiti del 2009 (è uscito il 27 Dicembre ’08: troppo tardi per classificarlo in quell’anno). Come?? E’ un po’ presto per dirlo? La faccia è mia e me la gioco come e quando voglio!! La bellissima copertina completa un ottimo lavoro che gli appassionati non dovrebbero assolutamente perdersi. Io ve l’ho detto ed ho la coscienza a posto, poi voi fate come volete! Per acquistare il disco: www.myspace.com/uagliuncasmania
Articolo del
25/07/2009 -
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