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C.F.F. e il Nomade Venerabile
Lucidinervi
2009
Otium Records
di
Alessio Scicolone
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Separare moti interiori e scandirli in un viaggio, è descrivere con maestria le prove della vita. In "Lucidinervi" il viaggio intrapreso si dipana senza sosta in un lungo fluire di brani; i CFF e Il Nomade Venerabile a tre anni di distanza da Circostanze, ritornano con questo sensuale lavoro che si articola tra atmosfere elettroniche e dark-wave con accelerazioni post-punk. L'album è composto da otto brani multiformi e poliedrici, impreziositi dalla partecipazione di Paolo Benvegnù, che viaggiano lungo un continuum fluido. Lo spoken word iniziale "La Pazienza delle Querce", è delicato come l'aria, la melodia del piano riesce a scavare a fondo lungo il cuore senza darsi pace; "il Senso della Rivolta" è quasi la seconda e più intensa parte della prima traccia, la marcia del rullante indica la forza delle proposizioni e l'inquietudine della chitarra libera il testo in una voce velata, la scuola degli Smashing Pumpkins aleggia su questo bellissimo brano, pieno di carica emotiva come un quadro di Francis Bacon. Arriva in un album un momento in cui tutto si ferma per un lasso di tempo necessario ad ascoltare una magnifica composizione, è il momento di "Amore", con i "polsi inchiodati al cielo" si respira a fatica inseguendo l'intensità di questo brano perdendovisi nella sua struggente semplicità. Pur essendo la formazione abbastanza corposa (sette elementi), l'amalgama ottenuta è formidabile, senza contare le performance di danza offerte da Anna Moscatelli e Anna Maria Stasi che ovviamente nel cd non si ha modo di apprezzare, ma immagino completamente avvinghiate ai suoni delle canzoni, come in "Io Sono un Albero", la voce aleggia nel pulviscolo e s'impenna con rabbia assecondata dalle sferzate della chitarra, che esplodono nelle architetture sintetiche. Non manca, a sottolineare la dolcezza delle melodie, il ricordo di qualche lontano strazio, un amaro sentiero lungo le carezze di "Ho Visto Nina Volare" canzone che quasi si frantuma e piove delicatamente scintillando; la vera burrasca arriva con le mareggiate di "In Cima al Nulla" che assale la rabbia e squassa questo bellissimo e tormentatissimo brano."Un Jour Noir" rappresenta in qualche modo l'anima del disco una lunga cavalcata tra inquietudini e dissonanze, la voce che sembra cantarti direttamente nel petto trafiggendoti da parte a parte, soffiando verso l'ultima traccia, "Un Lungo Viaggio in Autostrada" chiude il sipario di questa magica avventura, mettendo in evidenza la qualità di una band dotata di talento e senso della musica.
Articolo del
31/08/2009 -
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