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Dead Return
Scars Of Time
2009
Graves Records
di
Arianna Mossali
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Come band, i Dead Return da Bolzano nascono ufficialmente solo tre anni fa, sebbene originati dallo scioglimento di formazioni precedenti; ma, visto il risultato, è più che mai il caso di dire “Largo ai giovani!”. Questo Scars Of Time è una delle più belle sorprese che il 2009 (e non solo) ci abbia riservato in ambito metal/hardcore, confermando del resto la buona impressione che i nostri ci avevano lasciato con l’EP di debutto A Letter To Myself; ma, da lì a questo quasi-full length tiratissimo ed entusiasmante, ne hanno fatta di strada i Dead Return. L’artwork in stile sfacciatamente dark induce in errore, lasciando immaginare un disco pervaso da atmosfere gotiche, melodico e morbosamente accattivante. La malinconica intro sembrerebbe certificare tutto ciò (e a questo punto, immaginiamo, l’ascoltatore mediamente sintonizzato sull’hardcore potrebbe essersi già dato alla fuga). Ma ecco che arriva "Endless Times" ad abbattersi come una tempesta tropicale sui timpani. I Dead Return sfoderano da subito le loro carte vincenti: una sezione ritmica spaventosamente potente e una rabbia che fa centro. Segue "Awakening, più cadenzata della precedente ma altrettanto incandescente. Si prosegue a ritmo serrato con "Like A Snake", "Devil’s Embrace" e "A Last Goodbye", quest’ultima vanta forse le sonorità più puramente hardcore dell’album (mentre gli altri brani presentano più parallelismi con il metal). Quanto al pezzo migliore, è lotta all’ultimo riff tra le splendide "Salvation" e "Lust For Blood": in entrambe i Dead Return sono riusciti – impresa tutt’altro che facile- a combinare una certa coerenza melodica con la furia che caratterizza il loro sound, SENZA, si badi bene, scadere nell’ovvietà della linea “ritornello orecchiabile-strofa incazzata” sotto cui molto del metalcore attuale viene omologato. Se qualcosa resta da limare, è forse solo a livello compositivo, giusto per rendere il sound un po’ più vario. Senza esagerare, però: perché "Scars Of Time" è un lavoro eccellente così com’è, e mai vorremmo che i Dead Return, nella smania di crescere, snaturassero questa chimica che sfiora la perfezione. Bravi!!
Articolo del
30/09/2009 -
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