|
Uomini di talento e di parola, lo dicono i fatti ma lo sottoscrivono i risultati! Parliamo dei Ronin, giunti brillantemente al loro terzo album in uscita, a seguito dei meritati successi di Lemming e a meno di un anno dall’originale colonna sonora del film di Alina Marazzi, ”Vogliamo anche le rose”. Qui tocca mettere un punto, evidente è l’agilità con cui il buon Bruno Dorella e compagnia riescono a muoversi intorno ai generi affondando da sempre le radici nella colonna sonora e nelle affascinanti atmosfere cinematografiche, vuoi per istinto vuoi per simbiosi ma senza rinunciare ad esprimersi nelle forme più disparate alla maniera come sempre dei migliori artigiani del suono. Ed ecco, come si dice, questo L’Ultimo Re casca a pennello, una sorta di concept sulla base di un film immaginario, che parte da una frase, “con le budella dell’ultimo prete impiccheremo l’ultimo re” e passa per una manciata di personaggi chiave, vicende, racconti e scene. Magistrale la dinamica, la versatilità con cui qui si riesce a passare da una suggestione all’altra, ed i toni, gli schemi ritmici, gli strumenti trovati ed i colori coinvolti, il tutto vestito in maniera coinvolgente e comunicativa. Il saluto d’apertura alla title track che parte come una colonna sonora western di Morricone e chiude con gli immaginari più sinfonici e già ne vorresti ancora, dopo i richiami tex-mex de ”Fuga del Prete”, i complotti un po’ surf noir un po’ spy movie di ”Meandro” o i passi lenti di un blues ”Lo Spettro”. Con piglio d’una chitarra, arriva la metà del disco, la parte più riflessiva e tutto si gioca in ”Tre Miniature” che riprende un brano dei Ronin dal primo omonimo album, insieme alle rivisitazioni di ”Bleedingrim” e poi con un’incalzante surf annunciale nuove svolte agli eventi ”Venga la Guerra” che portano all’epilogo drammatico ma consapevole, nella marcia per chitarra, basso e batteria di”Morte del prete” o nella fredda vicenda, raccontata senza fretta della”Morte del Re”. Non si fatica certo ad immaginare un seguito, anzi ce lo si augura e lo si attende con ansia. Per farla breve, cosa rara per artisti davvero rari!
Articolo del
04/11/2009 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|